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30 giorni di Preparazione per consacrarsi a Maria Santissima - Ventitreesimo Giorno

Il 26 maggio 2022 sarà la ricorrenza della prima Consacrazione alla Madonna della Fondazione Aiutiamoli a Vivere avvenuta il 26 maggio del 2019 ad Osimo.

In preparazione a tale occasione, che verrà celebrata il 26 maggio 2022 a Bagnoregio, con le Suore del Verbo Incarnato, pubblichiamo ogni giorno gli esercizi preparatori alla Consacrazione. 

"Mese di Preparazione Per consacrarsi a Maria Santissima in materna schiavitù d'amore secondo San Luigi Maria Grignion di Montfort" - A cura dei sacerdoti e seminaristi dellaCasa di Formazione "San Vitaliano Papa"

Ventitreesimo giorno

Trattato: [183 – 190]

CAPITOLO TERZO. LA VITA DI CONSACRAZIONE ESPRESSA IN UNA FIGURA BIBLICA.

San Luigi prende la figura dell’Antico Testamento di Giacobbe, figlio di Isacco, nipote di Abraham, il quale ricevette la benedizione di suo padre tramite le cure industriose di Rebecca sua madre. Potete trovare

l’intero racconto biblico sul libro della Genesi, capitolo 27. Quanto segue è il racconto biblico che scrive san Luigi con un riassunto della sua propria spiegazione.

Il racconto biblico di Rebecca e di Giacobbe

Esaù aveva venduto la sua primogenitura a Giacobbe. Ora, Rebecca, madre dei due fratelli, che amava teneramente Giacobbe, riuscì diversi anni dopo, con un’accortezza molto santa e tutta piena di misteri, ad assicurargli questo vantaggio. Isacco si sentiva ormai molto innanzi negli anni. Prima di morire, voleva benedire i suoi figli. Chiamò dunque il figlio Esaù, che amava, e gli comandò di andare a caccia per

procurargli del cibo, prima di dargli la benedizione.

Rebecca avvertì subito Giacobbe di quanto stava succedendo e gli ordinò di andare al gregge a

prendere due capretti. Ricevutili dal figlio, Rebecca ne fece un piatto per Isacco, secondo il gusto

di lui. Poi rivestì Giacobbe degli abiti di Esaù, che lei custodiva, e gli coprì mani e collo con la pelle dei

capretti, perché il padre che non vedeva più sentendo la voce di Giacobbe, potesse credere, dalla pelosità delle mani, che fosse Esaù suo fratello. Infatti Isacco si meravigliò di quella voce, che credeva fosse la voce

di Giacobbe, lo fece quindi avvicinare e toccata la pelliccia che copriva le sue mani, disse: “La voce è di Giacobbe, ma le mani sono di Esaù”.

Dopo aver mangiato, aspirò, mentre lo baciava, l’odore degli abiti profumati di Giacobbe, e lo benedisse: “Dio ti conceda rugiada dal cielo e terre grasse”.

Lo costituì signore di tutti i suoi fratelli e concluse la benedizione con queste parole: “Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia colmo di benedizioni”.

Isacco aveva appena terminato queste parole, quando entrò Esaù e gli diede da mangiare la selvaggina perché poi suo padre lo benedicesse. Quel santo patriarca fu colto da incredibile sbigottimento nel conoscere quanto era successo, ma invece di ritrattare quanto aveva fatto, lo confermò, poiché in tutta la vicenda vedeva troppo chiaramente il dito di Dio.

Esaù allora scoppiò in gemiti, come nota la Sacra Scrittura, e accusando a gran voce d’inganno il fratello, domandò al padre se avesse soltanto una benedizione. Osservano i santi Padri che, in questo, Esaù è figura di coloro che trovano comodo conciliare Dio col mondo e vogliono godere insieme le benedizioni del cielo e quelle della terra. Commosso dalle grida di Esaù, Isacco finì per benedirlo, ma di una benedizione terrena, assoggettandolo al fratello.

Ciò fece nascere nell’animo di Esaù un odio così velenoso contro Giacobbe che da allora aspettava solo la morte del padre per ucciderlo.

Né Giacobbe avrebbe potuto evitare la morte, se Rebecca, sua madre, non l’avesse protetto con gli accorgimenti e i consigli che gli dava e che lui seguiva.

Esaù figura dei riprovati

Al dire di tutti i santi Padri ed interpreti della Sacra Scrittura, Giacobbe è figura di Gesù Cristo e dei predestinati, mentre Esaù è figura dei reprobi. Possiamo paragonare la condotta di Esaù con quella dei reprobi, considerando Rebecca, madre di entrambi i figli, come figura della Vergine Maria.

Esaù

1) Il figlio maggiore, forte e di costituzione robusta, accorto e abile nel tirare d’arco e nel prendere molta selvaggina a caccia.

2) Non restava quasi mai in casa e, confidando unicamente nella propria forza e destrezza, lavorava

solo fuori casa.

3) Non si preoccupava molto di piacere a Rebecca, sua madre, e non faceva nulla a tale scopo.

4) Era così ghiotto e talmente schiavo della gola, che vendette il suo diritto di primogenitura per un

piatto di lenticchie.

5) Era come Caino, pieno d’invidia contro suo fratello Giacobbe e lo perseguitava oltre ogni dire.

I reprobi

1) Hanno fiducia nella propria forza e accortezza riguardo agli affari temporali. Sono versatili, abili e illuminati nelle cose della terra, ma molto deboli e ignoranti in quelle del cielo.

2) Non rimangono mai o quasi mai in casa, cioè nel segreto della loro coscienza. Non amano affatto né il ritiro, né la spiritualità, né la devozione interiore. Disprezzano la gente pietosa.

3) I reprobi non si curano per nulla della devozione a Maria. È vero che non odiano formalmente la Vergine. Talora, anzi, la lodano, protestano di amarla e perfino l’onorano con qualche forma di devozione, ma poi non sanno tollerare che la si ami teneramente, perché non hanno per lei le tenerezze di Giacobbe. Trovano da ridire sulle pratiche devote che i suoi figli e servi adempiono fedelmente per guadagnarsene l’affetto, perché non credono che sia loro necessaria a salvezza la devozione a Maria. A loro basta non detestare formalmente la Vergine Santa. Ritengono in tal modo di essere nelle sue grazie e di essere suoi servi, recitando e borbottando qualche preghiera in suo onore, senza tenerezza alcuna per lei e senza correggere se stessi.

4) I reprobi vendono il loro diritto di primogenitura, cioè le gioie del paradiso, per un piatto di lenticchie, vale a dire per i piaceri della terra.

Ridono, bevono, mangiano, si divertono, giocano, danzano... senza preoccuparsi, come fece Esaù, di rendersi degni della benedizione del Padre celeste. In breve, pensano solo alla terra, amano solo la terra, parlano e operano solo per la terra e le soddisfazioni terrene, vendendo per un fuggevole momento di piacere, per un vano fumo di onore e per un pezzo di terra dura, gialla o bianca, la grazia battesimale, la veste d’innocenza e l’eredità del cielo.

5) Non possono sopportare i predestinati: li disprezzano, criticano, burlano, ingiuriano, derubano, ingannano, li gettano nella povertà, li mandano via, fanno loro mordere la polvere. Essi invece fanno fortuna, si tolgono ogni soddisfazione, se la spassano, si arricchiscono, ingrandiscono e vivono a loro agio.

Pratiche di preparazione

Per questa terza settimana, dice san Luigi: “si applicheranno in tutte le loro preghiere e azioni quotidiane a conoscere Maria. Chiederanno tale conoscenza allo Spirito Santo. Potranno leggere e meditare ciò che ne

abbiamo detto. Reciteranno, come nella prima settimana, le litanie dello Spirito Santo e l’Ave Stella del Mare”. Per questa settimana dovrai offrire, appena alzato la mattina, tutte le tue opere a Maria  Santissima. Potrai anche offrire tutte le orazioni che fai abitualmente (le tre Ave Marie, la preghiera dell’Angelus…) e nella misura delle proprie possibilità recitare il Santo Rosario.

1) Mettersi alla presenza di Dio.

2) Chiedere la grazia allo Spirito Santo di conoscere Maria Santissima.

3) Esortazione di san Bernardo ad avere fiducia:

“O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti come sballottato in mezzo ad una tempesta, se non vuoi essere sommerso dalle onde, non distogliere lo sguardo dal fulgore di quella Stella. Se insorgono i venti delle tentazioni, se vai contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se turbato dal pensiero delle tue colpe, stai per lasciarti vincere dalla tristezza e stai per cadere negli abissi della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria.

Seguendo lei, non devierai; invocandola, non ti smarrirai; pensando a lei, non peccherai; tenendoti stretto a lei, non cadrai; affidandoti a lei, più nulla temerai.

Con il suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera, sotto la sua guida

Litanie allo Spirito Santo

Signore pietà- Signore pietà

Cristo pietà - Cristo pietà

Signore pietà- Signore pietà

Cristo, ascoltaci - Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici - Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, Dio                                                                          Abbi pietà di noi

Figlio redentore del mondo, Dio

Spirito Santo, Dio

Santa Trinità, unico Dio

Spirito del Signore, che aleggiando sulle acque all’inizio della

creazione le fecondasti

Spirito per la cui ispirazione hanno parlato i santi uomini di Dio

Spirito la cui unzione ci insegna tutto

Spirito testimone di Cristo

Spirito di verità che ci suggerisci ogni cosa

Spirito che ti posi su Maria                                                             Abbi pietà di noi

Spirito del Signore che riempi tutta la terra

Spirito di Dio che abiti in noi

Spirito di sapienza e intelletto

Spirito di consiglio e fortezza

Spirito di scienza e pietà

Spirito del timore del Signore

Spirito di grazia e misericordia

Spirito di virtù, di dilezione e di sobrietà

Spirito di fede, di speranza, di amore e di pace

Spirito di umiltà e di castità

Spirito di benevolenza e di mansuetudine

Spirito della grazia multiforme

Spirito che scrutasti anche le profondità di Dio

Spirito che chiedi per noi con gemiti inenarrabili

Spirito che discendesti sopra di Cristo sotto forma di colomba

Spirito nel quale rinasciamo

Spirito per il quale la carità è diffusa nei nostri cuori

Spirito di adozione dei figli di Dio

Spirito che apparisti sopra i discepoli in lingue di fuoco

Spirito del quale sono ripieni gli Apostoli

Spirito che dividi i doni tra i singoli come vuoi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo - Perdonaci o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo - Esaudiscici o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo - Abbi pietà di noi

Ave Stella del Mare

Ave, stella del mare,

madre gloriosa di Dio,

vergine sempre, Maria,

porta felice del cielo.

L’«Ave» del messo celeste

reca l’annunzio di Dio,

muta la sorte di Eva,

dona al mondo la pace.

Spezza i legami agli oppressi,

rendi la luce ai ciechi,

scaccia da noi ogni male,

chiedi per noi ogni bene.

Mostrati Madre per tutti,

offri la nostra preghiera,

Cristo l’accolga benigno,

lui che si è fatto tuo Figlio.

Vergine Santa fra tutte,

dolce regina del cielo,

rendi innocenti i tuoi figli,

umili e puri di cuore.

Donaci giorni di pace,

veglia sul nostro cammino,

fa’ che vediamo il tuo Figlio,

pieni di gioia nel cielo.

Lode all’altissimo Padre,

gloria al Cristo Signore,

salga allo Spirito

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