Ricordo perfettamente quando Antonio Bravi, abitando in Via Podgora venne nel mio ufficio nella sede della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” che avevamo appena inaugurato dopo la lunga convivenza in Via Tre Monumenti insieme all’UISP di cui ero stato il Presidente Provinciale. Venne con in mano il bando della Regione Umbria che istituiva i Centri Servizi del Volontariato dopo l’entrata in vigore della legge Regionale n°15 del 1992. Mi chiese se ero d’accordo nel fare un progetto per la costituzione e gestione di un Centro Servizi per il Volontariato provinciale così come prevedeva il bando. L’idea mi entusiasmò immediatamente anche se ero consapevole che fossimo nel mese di agosto e che il tempo non giovava in nostro favore. Non persi tempo e mi misi immediatamente al lavoro pensando di dare voce a quell’associazionismo e mondo del volontariato ternano che non aveva voce e chiedeva di contare. Con Antonio Bravi decidemmo di mettere insieme un’aggregazione di associazioni che definimmo benevolmente l’ “Armata Brancaleone”. Infatti eravamo consapevoli che aggregando piccole associazioni del mondo del volontariato ternano potevamo incorrere in un risultato negativo ma scommettemmo sulla nostra idea e sulla nostra capacità di coordinamento del mondo del volontariato ternano sperimentato in quegli anni con la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG e con l’iniziativa “Terni X Terni = Anch’io” che era stata in grado in breve tempo di acquistare l’Acceleratore Lineare per la radioterapia oncologica per l’Ospedale di Terni raccogliendo un miliardo di vecchie lire con l’aiuto di tutto il mondo del volontariato e di tutti i cittadini ternani. Chi non ricorda l’idea di istallare in ogni esercizio commerciale, in ogni scuola, in ogni luogo pubblico il contenitore di vetro in cui inserire le monete, in lire, per l’acquisto dell’Acceleratore Lineare? Chiamammo a far parte di tale compagine l’Associazione Modici del mitico Giulio Ceroni che girava con il suo ciclomotore riconoscibile dallo scudetto attaccato al suo parabrezza recante la scritta “Modici” e che associava soltanto i suoi familiari. L’associazione “ACDHAI” del famoso in città Cenci Arnaldo che si batteva per i diritti delle persone disabili con il suo modo “irriverente” ed a volte “sgraziato” ma sempre con l’intento di portare a casa il risultato per le famiglie e le persone colpite da disabilità. Aggregammo anche la “combattiva” Cesira Chiapparicci dell’Associazione SOS Fornole che chiedeva di essere sentita dalle Istituzioni locali che, invece, facevano orecchio da mercante e lasciavano passare il tempo senza ascoltarla ed aiutarla. Infine si aggregò anche l’On. Mario Andrea Bartolini con i suoi centri sociali per anziani appena avviati e che aveva già associato attraverso una rete provinciale che aveva denominato ANCESCAO e che dava maggiore forza all’aggregazione. Presentammo il nostro progetto in Regione nella speranza di avere quel finanziamento che finalmente ci avrebbe consentito di aiutare le piccole associazioni che non avevano una sede, che non riuscivano a scrivere un progetto da presentare alle istituzioni per avere un contributo pubblico e per avere per la prima volta la possibilità di essere seguiti da un consulente fiscale e da un consulente legale. Insomma sognavamo ad occhi aperti di andare a costruire una struttura capace di essere vicina a chi ne aveva bisogno nel mondo dell’associazionismo e nel volontariato essendo poco strutturato e particolarmente in difficoltà quando si trattava di difendere i propri diritti e di dimostrare con la capacità progettuale di essere in grado di gestire spazi ed iniziative. Insomma tutto quel micro-mondo bellissimo e variegato dell’associazionismo e del volontariato che la città esprimeva ma che nessuno aiutava. Un sogno ad occhi aperti di una compagine che si definiva da sola “Armata Brancaleone” consapevole dei suoi limiti e delle sue debolezze. Quando sapemmo dal Comune di Terni dall’Assessore alle Politiche Sociali Rita Pepegna che a competere in Provincia di Terni c’era l’altra aggregazione formata da gruppi associativi e importanti come l’Arci, le Acli, il Tribunale dei diritti del malato coordinato da Marconi Pietro Paolo capimmo di non avere speranza di riuscita e ci mettemmo l’anima in pace. Ma ancora una volta “Davide” l’ebbe vinta con il gigante “Golia” e ci ritrovammo per la Provincia di Terni vincitori del bando. Animati dall’entusiasmo ci mettemmo subito al lavoro ed ottenemmo in convenzione la palazzina di Viale Trieste dove sui tre piani decisi di avviare l’esperienza dell’ “A di A” al 1° piano (l’aggregazione degli Enti di promozione sportiva che gestivano per la prima volta gli impianti sportivi della Provincia di Terni), il Centro Servizio del Volontariato della Provincia di Terni al 2° piano ed al 3° piano la Sede Nazionale della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG essendo in quel momento, prima di accettare l’incarico dall’On. Paolo Raffaelli Sindaco di Terni di diventare Assessore alle politiche sociali del Comune di Terni, Presidente delle tre aggregazioni fortemente volute dall’intero movimento associativo e volontario della Città di Terni. La storia che ne seguì, tra alti e bassi, è ancora una storia di grandi prospettive e crescite se ancora oggi si tornasse a pensare a quello spontaneismo ed a quel volontariato che nasce e sviluppa se c’è un centro come il CESVOL di Terni che se ne prende cura e sostiene per le ragioni per cui è nato.