La catastrofe di Chernobyl ha segnato la nostra storia. Le radiazioni, assorbite dai genitori, hanno provocato malattie nei figli. Ma l’umanità cerca di rialzarsi anche nei momenti più difficili. In Emilia-Romagna la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” (Fav) – www.aiutiamoliavivere.it –, si occupa dei bambini bielorussi ed è composta da famiglie organizzate in comitati, che li ospitano un mese all’anno per tre anni. I soggiorni giovano ai bimbi perché respirano aria pulita e, oltre alle cure mediche, ricevono affetto e sorrisi. A Bologna, Cristina Coli coordina un gruppo di famiglie che li ospita, curandosi della loro salute grazie anche all’accordo con il Servizio sanitario regionale. Altre iniziative promosse dalla Fav sono i ‘tir della speranza’, per l’invio di aiuti umanitari, o le vacanze-lavoro in Bielorussia, per costruire scuole e ospedali. In questo modo aiuta i ragazzi bielorussi ad avere una speranza. Una di loro, ringraziando la famiglia ospitante, ha scritto: “Noi siamo stati fortunati perché ci avete aiutati. L’aiuto si chiama Italia, si chiama Bologna, si chiama con i vostri nomi. Ha il vostro viso, il vostro sorriso, la vostra disponibilità, il vostro amore. Noi mai dimenticheremo! Spassiba”.

FONTE:ilrestodelcarlino.it