Congo: la morte dell'ambasciatore e la sua scorta straccia il velo su una regione piena di tragedie

400x225 cmsv2 4ac0afee 16fd 5a41 b5e3 99661c3ae3ec 5398630

Sono a mezz'asta le bandiere delle istituzioni europee a Bruxelles mentre resta forte il sentimento di commozione per l'uccisione dell'ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio, vittima di una imboscata a nord di Goma insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e il loro autista congolese del Pam Mustapha Milambo. Le "Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda "(Fdlr) hanno negato di essere responsabili del crimine come riferito dal sito Actualite.cd che ha citato una dichiarazione del gruppo ribelle già scagionatosi dall'aver compiuto il sanguinoso attacco dell'aprile scorso in cui morirono 17 persone, tra cui 12 rangers del parco nazionale Virunga.

Il portavoce dell'Onu

Intanto per mezzo del portavoce il Segretario generale dell'Onu chiede al governo della Repubblica Democratica del Congo di indagare rapidamente su questo crimine odioso che ha colpito un convoglio delle Nazioni Unite. La necessità resta quella di una forte collaborazione fra autorità e popolo per portare pace e stabilità nelle zone orientali del Congo.

Il cordoglio di Limbiate

Intanto, a Limbiate in provincia di Monza, città natale dell'ambasciatore, il sindaco Antonio Romeo ricorda con molto affetto Luca Attanasio "Era un uomo che sognava e che realizzava anche i suoi sogni, era partito giovane studiando ha fatto l'accademia diplomatica e fra l'altro non avendo diplomatici in famiglia è comunque riuscito e per noi era un orgoglio". ha detto Romeo.

Il commento di "Pax Christi"

L'attentato di ieri "ha aperto improvvisamente il sipario su una realtà che alcuni conoscono e denunciano da anni, molti ignorano completamente perché tanto non è cosa che ci interessa e pochi altri conoscono meglio di chiunque perché ne traggono lucrosi vantaggi economici con sistemi mafiosi che si camuffano come commercio internazionale di aziende multinazionali". "Se non sono i mandanti degli omicidi di ieri e degli altri giorni - conclude -, sono tra i responsabili e quanto meno dovrebbero essere ascoltate come 'persone informate sui fatti' ".

Fonte: it.euronews.com