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Curiosità di un viaggio solidale organizzato in soccorso ai fratelli dell’Ucraina

Abbiamo il piacere di condividere il diario del viaggio in Romania fatto ad aprile organizzato insieme alla Fondazione Aiutiamoli a vivere con la comunità di Rosolina, scritto da Leonardo Ferro, Vicepresidente del Comitato di Villadose e Delta del Po:

“Da più di vent'anni partiamo con un furgone da Rosolina (RO) aiutiamo chiunque abbia bisogno nel reperire e distribuire generi di prima necessità (alimentari e quant'altro) per sostenere singoli o comunità tipo orfanotrofi, case famiglia, enti assistenziali, opere religiose etc.. Questo il servizio svolto con cuore e passione dall’Associazione VOLONTARI della SPERANZA, impegnati in un servizio di volontariato verso i più bisognosi e che si onora della fiducia e della stima dei frati della Basilica di Sant'Antonio di Padova, della Basilica di San Francesco d'Assisi e del Convento dei Frati Cappuccini di San Leopoldo di Padova con i quali collabora da decenni nel sostenere le iniziative benefiche dei rispettivi Rettori”.

Partiamo da questo per raccontare che il nostro grande Isaia Tommasi, anima di questa Associazione, propone una missione umanitaria in soccorso alla popolazione ucraina.

C’è effettivamente una possibilità perché l’Azienda di Autotrasporti Bagatella di Rosolina ha dato la sua disponibilità. Si tratta di provare ad organizzare. Viene subito accolta la proposta dal Parroco don Lino.

Leonardo Ferro, Vicepresidente del Comitato della Fondazione Aiutiamoli a vivere di Villadose e Delta del Po contatta la Sede Nazionale della Fondazione nella persona del presidente dott. Fabrizio Pacifici per cercare una collaborazione.

Rosolina conosce bene la Fondazione per i tanti bambini bielorussi ospitati in circa 20 anni.

Ora il cuore ci porta in Ucraina dove è urgente la nostra solidarietà. I contatti si intrecciano e si orientano in senso positivo. Evviva, si può e il progetto cresce

I frati cappuccini di Sighetu (Romania) hanno spalancato le porte della loro casa posta sul confine con l’Ucraina e si sono organizzati per assistere le migliaia di persone che alla frontiera chiedono cibo, medicinali, assistenza per i molti bambini.

Lì andremo a portare il necessario raccolto nella settimana di Pasqua nelle Parrocchie di Rosolina, Albarella, Rosolina Mare.

Il Parroco Don Lino chiede un segno per la celebrazione del Giovedì Santo. Per motivi sanitari legati al Covid non è possibile il gesto caritatevole della lavanda dei piedi. Siamo invitati a vivere lo stesso spirito di servizio legato a questo segno portando doni per l’Ucraina. Un grande messaggio di speranza anche per la nostra Comunità.

La generosità sorprende tutti.

Raccogliamo per primo un grande bagaglio contenente vestiario e giochi. Erano della moglie ucraina e della figlia del signor Luigi, di Albarella, morte in un incidente mentre facevano rientro in Italia. Ci commuove il suo ricordo per l’Ucraina e il suo pensiero per i bambini che sono là. Dentro, il corredino di lenzuola ricamate per il lettino ci parla di tanta tenerezza.

Rosolina è terra di mare ma anche di orti. Alcune aziende locali ci forniscono patate e carote. Pensiamo che questi prodotti si conservino durante il viaggio e che riescano a portare il sostegno e il sapore della nostra terra.

E’ una gara di generosità. In chiesa e in centro Parrocchiale arrivano in tanti.

Il pensiero va ai bambini, quintali di omogeneizzati, pappe, latti, pannolini e poi ancora alimenti per tutti.

Iryna, una ragazza ucraina fuggita dal suo paese per raggiungere la mamma che lavora come badante a Rosolina, ci trascrive in lingua ucraina il contenuto dei pacchi.

Si impongono per la quantità i biscotti prodotti dalla ditta Dal Lago e i grissini della ditta Roberto arrivati tramite l’Associazione Volontari della Speranza.

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Il Tir arriverà in Romania sabato 23 aprile, la vigilia della loro festa di Pasqua, la Pasqua della chiesa ortodossa. Decidiamo di acquistare delle colombe pasquali, dolci dalla doppia valenza, di cibo ma anche di festa e di pace.

Si aggiunge a noi il Comitato della Fondazione di Brenta Saccisica. Portano materiale e si aggregano per l’acquisto delle colombe. 54 colombe per la tavola di Pasqua.

Il Presidente Flavio Checchin farà il viaggio con noi.

Grande l’adesione all’iniziativa su tutto il territorio comunale di Rosolina.

Nella giornata di Pasqua vengono raccolte molte offerte durante le messe nelle chiese di Rosolina, Albarella, Rosolina Mare. A questo si aggiunge l’importante sostegno di alcuni privati. Si decide con questi fondi di acquistare farmaci, richiestissimi. Vengono interessate le farmacie della zona.

Ai farmaci acquistati si aggiungono le piccole forniture portate dai parrocchiani, insieme ai molti generi alimentari e ai prodotti per l’igiene personale.

Il carico prende forma. I volontari si sono impegnati con grande amore a preparare i pacchi dividendo il tutto per tipologia di prodotto. Ormai ci siamo.

Un amico, parrocchiano e  conosciutissimo artigiano del paese, ci consegna una rosa di rame da portare ai frati. Sarà il segno della preghiera della nostra Comunità da mettere nella loro chiesa, davanti alla Madonna.

Il Tir fa la prima parte del carico a Terni, Sede Nazionale della Fondazione Aiutiamoli a vivere. Lì la Fondazione raccoglie tutto il tempo dell’anno, anche dai diversi Comitati d’Italia prodotti da spedire là dove ce n’è bisogno, dove una comunità chiede aiuto. Vengono caricati generi alimentari, farmaci, scarpe.

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Giovedì 21 aprile viene completato il carico a Rosolina. Alla fine saranno caricati in totale 32 bancali alti m.2,70.

Nel pomeriggio, davanti al centro parrocchiale, un breve momento di saluti e gli auguri di buon viaggio del Sindaco Michele Grossato. Presenti alcuni volontari e il titolare dell’Azienda di Autotrasporti Simone Bagatella con il figlio Maicol. Il parroco benedice l’iniziativa, i volontari presenti e il camion. L’autista Fabrizio ci saluta con un suono di clacson e parte.

Un pulmino della Fondazione seguirà il carico. A bordo il Presidente Dott. Fabrizio Pacifici, con due rappresentanti della Fondazione di Terni, Francesco e Moreno che saranno anche i nostri autisti, e una rappresentanza della comunità di Rosolina: Rocco Ferro, Presidente della locale Protezione Civile, Leonardo Ferro e Caterina Segato. Con noi anche Flavio Checchin di Campagnalupia (VE). Saranno 1300 i kilometri per raggiungere Sighetu.

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Partenza fissata per le ore 6,00 di venerdì 22 aprile. L’Hotel Formula di Rosolina offre gratuitamente l’ospitalità alle tre persone che sono partite da Terni giovedì sera e si fermano qui per dormire. Questo il loro contributo alla spedizione umanitaria.

Una pioggia insistente ci accompagna lungo tutto il viaggio e impegna gli autisti in una guida prudente. Precediamo il camion costretto dal codice della strada a fare alcune lunghe soste. Attraverso la Slovenia, l’Ungheria arriviamo in Romania alle ore 23,55.

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Mentre tutti dormono Padre Eugen ci accoglie e ci prepara la cena.

Sul tavolo ben preparato, accanto ai bicchieri anche un bicchierino. Tradizionale per loro un brindisi con la grappa che precede il pasto ed esprime un caloroso benvenuto.

È poco più dell’una quando ci ritiriamo per andare a riposare. Il camion arriverà la domenica mattina e procederemo allo scarico.

L’oratorio S. Francesco è interamente occupato da mamme e bambini bisognosi di ospitalità.

I volontari perciò dormono in un piccolo albergo  nei pressi dell’oratorio.

Non sono molte le ore a nostra disposizione ma dopo tanti kilometri un letto è proprio il miglior conforto di una giornata impegnativa. Al mattino ci attende lo scarico degli aiuti.

Il camion, intrappolato nel traffico di una strada anche piuttosto stretta e tortuosa per un TIR, ritarda un po’. Abbiamo il tempo di prendere visione di ciò che accade alla frontiera.

Piove ma alcuni profughi stanno arrivando lo stesso. Lì sono allestiti alcuni gazebi dove potersi cambiare gli abiti bagnati, dove rifocillarsi con un po’ di the caldo, dove trovare indicazioni su come muoversi, dove i bambini possono sorridere per un giocattolo nuovo.

In questo tratto di confine il corso di un piccolo fiume separa la Romania dall’Ucraina e nonostante qui non si veda la distruzione che siamo abituati a vedere alla TV, si sentono in lontananza le sirene che annunciano i bombardamenti.

Arrivano in mattinata numerosi volontari rumeni e italiani per aiutarci a scaricare. Alcuni ragazzi italiani che sono in contatto con i centri missionari dei cappuccini si alternano per periodi di 8- 10 giorni per prestare qui il loro servizio e ci aiutano.

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Padre Eugen si assenta un’ora per celebrare la S. Messa di Pasqua.

Uomo giovane, operoso, con i calli alle mani e le scarpe antinfortunistiche ai piedi, in tuta da lavoro, indosserà per noi il suo saio solo per il nostro pranzo.

Racconta di essere l’ultimo di sette fratelli e la descrizione della sua famiglia lo rende subito una persona familiare a noi tutti.

La Comunità francescana è qui composta di quattro frati.

Padre Eugen che parla correttamente italiano ringrazia tutti per il materiale offerto e ci spiega come verrà utilizzato. Una piccola parte per il convento dove sono alloggiate oggi 50 persone, una parte destinata a soccorrere i profughi che arrivano alla frontiera, e il resto sarà destinato a Kiev e a un’altra città vicina dove i padri hanno contatti. La merce per essere consegnata viaggerà su auto o piccoli mezzi per non destare sospetti e rischiare di cadere sotto i bombardamenti.

La consegna della nostra rosa di rame per la Madonna è la consegna della preghiera della Comunità di Rosolina e il ringraziamento ai frati per il loro generoso servizio.

Un piatto di pasta, sempre preceduto dal tradizionale “grappino”, qualche fetta di salame con cui abbiamo allietato la tavola di Pasqua e siamo pronti per ripartire.

Ci prende un nodo alla gola. Anche noi come gli ucraini ci chiediamo il perché di questa situazione, da dove può nascere tanto odio e ci rendiamo conto del bene compiuto col nostro viaggio umanitario.

Ci attende un viaggio lungo 17 ore circa. Il camion invece rientrerà lunedì costretto in Romania dal divieto di circolazione in Ungheria nei giorni festivi. L’autista Fabrizio non si preoccupa, nel suo camion ha tutto il necessario per rientrare con i tempi dovuti.

Ci gustiamo dal pulmino la vista panoramica di territori dalla natura affascinante e tra qualche pisolino, qualche breve sosta e le condivisioni di questo lungo viaggio arriviamo a Rosolina alle ore 4.00 di domenica mattina.

I nostri amici di Terni si fermano per dormire a Rosolina, sempre presso l’Hotel Formula.

Un breve saluto al mattino prima della loro partenza. Concludiamo con un caffè insieme a Isaia Tommasi e alla moglie, dell’Associazione Volontari della Speranza, con coloro dai quali tutto era iniziato. E ancora una volta l’Hotel Formula ci sorprende per la generosità. Anche questa volta pernottamento e colazione sono stati offerti.

Ci rimane il ricordo del bene compiuto con questo viaggio, della generosità della nostra gente di Rosolina, in primis dell’Azienda di Autotrasporti Bagatella che ha offerto interamente il viaggio del TIR, e del cuore grande della Fondazione Aiutiamoli a vivere, sempre presente quando ci sono bambini da aiutare e una umanità ferita da soccorrere.

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