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Chernobyl, 40 anni dopo: memoria, accoglienza e solidarietà all’evento commemorativo presso la Regione Emilia-Romagna

Lunedì 27 aprile 2026, presso l’Aula Magna della Regione Emilia‑Romagna, si è svolto l’evento Storie di accoglienza e di bambini – 40º anniversario del disastro nucleare di Chernobyl, un appuntamento di grande rilievo istituzionale, promosso dalla Fondazione Aiutiamoli a Vivere insieme alla Regione Emilia‑Romagna e alle associazioni che da decenni operano in Bielorussia e in Ucraina, e capace di intrecciare memoria, ricerca scientifica, testimonianze e impegno civile.

La Fondazione Aiutiamoli a Vivere era presente con una propria delegazione per celebrare questo importante anniversario, partecipando a un appuntamento che ha riunito istituzioni, associazioni e realtà impegnate da decenni nell’accoglienza dei bambini bielorussi e ucraini: erano presenti il Presidente Nazionale Fabrizio Pacifici, i Vicepresidenti Lino Dalmonte e Michela Ferraresi, la Presidente del Comitato Regionale Emilia‑Romagna Federica Pacifici, il Presidente del Comitato di Argenta Paolo Bottoni, la Presidente del Comitato di Bologna Cristina Coli, il Consigliere Roberto Attisano e il volontario Moreno Proietti.

Il programma della mattinata è iniziato con l’apertura dei lavori da parte del Presidente della Regione Emilia‑Romagna Michele de Pascale, seguita dalla proiezione del cortometraggio dedicato all’incidente del 1986 e alla risposta della solidarietà internazionale.

Particolarmente intenso è stato l’intervento del Prof. Mario Lima, specialista in chirurgia pediatrica, che ha ripercorso l’impatto dell’incidente nucleare sulla salute dei bambini bielorussi. Il suo contributo ha assunto un valore speciale grazie al racconto della storia di Alexander, il ragazzo accolto dalla Fondazione Aiutiamoli a Vivere e nato con una grave malformazione. Proprio il Prof. Lima, all’epoca Direttore del reparto di Chirurgia Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, lo sottopose a diversi interventi chirurgici che gli hanno consentito di ritrovare una vita dignitosa.

La mattinata è proseguita con gli interventi del dott. Pierluca Ceccarelli, delle famiglie accoglienti e dei ragazzi ex‑bambini di Chernobyl, che hanno raccontato come l’esperienza dell’accoglienza abbia inciso sul loro futuro, confermando quanto già ricordato nel nostro settimanale: “La solidarietà nata da quella tragedia continua a generare percorsi di vita, relazioni e progetti che guardano al futuro”.

Molto toccante anche l’intervento della Presidente del Comitato di Bologna, Cristina Coli, che ha condiviso la storia di Monika, una ragazza con una disabilità importante che il Comitato sostiene da molti anni. Il suo racconto ha mostrato come l’accoglienza continui ben oltre il tempo dell’ospitalità: grazie al progetto “Spese personalizzate online”, il Comitato prosegue ancora oggi nel supportare Monika e molti altri ragazzi bielorussi e ucraini in difficoltà, permettendo loro di affrontare la quotidianità con maggiore serenità. Un esempio di continuità, cura e responsabilità che incarna perfettamente lo spirito della Fondazione.

La mattinata si è conclusa con l’intervento del Presidente dell’Assemblea Legislativa, Maurizio Fabbri, che ha portato i saluti finali sottolineando il valore civile e culturale di un percorso che, a quarant’anni da Chernobyl, continua a generare impegno, responsabilità e memoria condivisa.

Parallelamente all’incontro, è stata inaugurata la mostra fotografica “INSIEME PER LA VITA. STORIE DI ACCOGLIENZA E DI BAMBINI”, visitabile fino all’8 maggio negli spazi della Regione Emilia‑Romagna. Un percorso espositivo che restituisce, attraverso immagini e testimonianze, quarant’anni di accoglienza dei bambini bielorussi e ucraini in Emilia‑Romagna.

Ricordare Chernobyl a quarant’anni dalla catastrofe significa scegliere, ancora oggi, di stare accanto ai più piccoli e ai più fragili. Significa continuare a costruire, giorno dopo giorno, quella “diplomazia dal basso” che unisce i popoli e rifiuta la guerra:è un richiamo alla responsabilità, alla memoria e all’azione.

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