Riflessioni del Presidente sulla 22ma missione in Ucraina
“«Stavano presso la croce di Gesù sua madre e li accanto a lei il discepolo che egli amava» (Gv 19,25). Fu l'Amore a condurre Maria ai piedi della croce. E solo l'Amore potrà fare di te un vero discepolo del Signore. Ma il cammino dell'amore secondo Cristo è difficile, esigente» (Giovanni Paolo II). Seguire Gesù significa andargli dietro, portando la tua croce come via maestra per arrivare all'abbraccio del suo Volto santo. Non temere: rispondere a questa chiamata significa attingere forza alla fonte zampillante di vita eterna.
Ti sia di consolazione e di aiuto perenne la benedizione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Da “Il Signore di benedica – 365 benedizioni per ogni giorno dell’anno” di P. Oronzo Saponaro).
Ho ricevuto da Lino Dal Monte la relazione sulla 22 missione in Ucraina che ha ispirato la mia riflessione al chiuso ed al frastuono del silenzio di una domenica di riposo nelle mura domestiche. Una riflessione ispirata anche dal libro che ho ricevuto al ritorno dall'Ucraina da mia figlia Alessia che lo ha avuto durante una visita oculistica ad un Frate come regalo per il suo operato gratuito nei suoi confronti.
La 22ª Missione in Ucraina ha dimostrato a tutti noi quanto bisogno abbia la popolazione ucraina di pace e fraternità. La Comunità di Yasinia ha organizzato un incontro festoso per diffondere la propria cultura e il valore dello stare insieme, offrendo il meglio dei loro prodotti fatti in casa. A Myrohosha (oblast di Rivne) si è percepita la ritrovata speranza riposta in noi per averci visti tornare, dopo le promesse fatte di ricostruzione dell’ambulatorio medico e del centro di formazione per gli studenti di agronomia, oggi non più in grado di funzionare normalmente a causa della guerra che sono costretti a subire. La riflessione parte dai loro bisogni e dal nostro Vivere quotidiano dedicato alla raccolta di fondi, mezzi e strumenti portati in Ucraina per creare i presupposti per una Pace che non può prescindere dalla solidarietà. L'umiltà non è annullare il sé ma essere sé stessi ed avere una giusta stima di sé, riconoscendo i propri limiti ed i propri doni. Significa non voler dimostrare nulla agli altri, ma essere sé stessi rimanendo un passo indietro, valorizzando le azioni più del protagonismo e la gratitudine per ciò che si possiede.
La 22ma Missione compiuta in Ucraina sarà "la pietra miliare" su cui ripartire verso la Repubblica di Belarus il 7 Novembre 2025 (data della Rivoluzione del proletariato in Unione Sovietica) con un nuovo "Tir della Speranza", carico di aiuti umanitari per la popolazione infantile bielorussa, che dimostrerà cosa significa realmente porre a disposizione la propria vita, in modo volontario come ci insegna la fraternità francescana di "Aiutiamoli a Vivere", per fratelli appartenenti ad etnie e credi politici diversi, come gli Ucraini ed i Bielorussi, ma accomunati dalla stessa UMANITÀ. Credere in quell'Umanità che ci chiama a sconfiggere ogni forma di violenza e di guerra destinata alla distruzione di massa mettendo a rischio la nostra stessa sopravvivenza e quell’Umanità che ci ha reso diversi da ogni altro genere vivente sul nostro Pianeta. La Fondazione Aiutiamoli a Vivere ed i suoi volontari saranno chiamati a portare questo messaggio in Belarus il 7 Novembre 2025, dopo sette anni vissuti nella speranza di poter tornare a riabbracciare quei bambini conosciuti la prima volta nel 1991 dopo il disastro nucleare di Cernobyl per un embargo politico, per il COVID ed infine per la guerra in Ucraina che lo ha impedito fino ad oggi. La preghiera, il lavoro quotidiano delle famiglie italiane fatto in silenzio e l'umiltà di credere sempre nell’ “Ottimismo della Volontà” ha sconfitto il "Pessimismo della Ragione", che avrebbe voluto chiudere la Fondazione Aiutiamoli a Vivere nel dimenticatoio della Storia della fraternità e della solidarietà vittime della violenza, della guerra e delle divisioni ideologiche. Così non è stato e la Consacrazione alla Madonna della Fondazione Aiutiamoli a Vivere ha continuato a generare il miracolo della vita. Evviva la Madonna della Fondazione Aiutiamoli a Vivere che rende possibili questi traguardi!
Pace e bene.
Il Presidente della Fondazione Aiutiamoli a Vivere
Dott. Fabrizio Pacifici

