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Le parole di Darya: un grazie che arriva dal cuore

 

Darya è una ragazza bielorussa che, dopo cinque anni di pausa forzata a causa della pandemia e delle difficoltà internazionali, ha potuto finalmente tornare in Italia grazie al progetto di accoglienza promosso dalla Fondazione Aiutiamoli a Vivere.

Accolta da una famiglia che in passato aveva già aperto le porte della propria casa, Darya ha ritrovato quell’ambiente di affetto e calore che ricordava con emozione, trasformando la distanza e il tempo trascorso in un’occasione per rinsaldare un legame che non si è mai spezzato.

Al termine della sua esperienza, la ragazza ha voluto lasciare parole semplici ma profonde, capaci di raccontare il valore umano e solidale dell’accoglienza:

 

"Mi chiamo Daria, ho 17 anni e nell'agosto del 2025 ho visitato l'Italia. Ricorderò a lungo questa vacanza, perché in un mese ho visto molto. Sono arrivata nel piccolo paese di Misinto, dove ho trascorso la prima settimana. Poi siamo andati in montagna, a Valtournenche, dove sono rimasta stupita dalla varietà dei paesaggi. Abbiamo camminato molto in montagna, visto laghi, ammirato piccoli paesi.Ricordo soprattutto la mia prima scalata in montagna, che si trovava a oltre 3000 metri di altitudine. Abbiamo camminato per più di 14 chilometri, ammirato la città di Cervinia dall'alto, accarezzato gli stambecchi, ammirato la cascata! Abbiamo trascorso 20 giorni in montagna e più tardi ho visto Milano, la capitale della moda.Abbiamo visitato Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, le cattedrali, la nuova Milano, ecc. Si possono trascorrere 2 ore in autobus e si impara tutta la storia di questa città 🤌🏼. In conclusione, vorrei dire che mi piace la cultura, il turismo e, soprattutto, il cibo.
È stato doloroso per me dire addio all'Italia, ma so che voglio tornare qui ancora e ancora. Sono infinitamente grata al comitato di Misinto, l'associazione
Aiutiamoli a vivere, e la mia famiglia Italiana Maria Pia, Massimo e tutti gli amici che erano con me. "

Il suo messaggio è il segno tangibile di come l’ospitalità non sia solo un gesto di solidarietà, ma un vero incontro di vite che arricchisce sia chi riceve, sia chi offre. La storia di Darya ci ricorda che ogni estate di accoglienza lascia un’impronta che non svanisce, ma continua a brillare nel tempo, come un ponte di amicizia tra popoli e generazioni.

La Fondazione Aiutiamoli a Vivere continua a credere che ogni bambino e ragazzo accolto possa diventare un seme di speranza, e che le famiglie italiane, con la loro generosità, contribuiscano a far germogliare un futuro di pace e fraternità.

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