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L’Accoglienza dei bambini sordomuti a Cattolica con gli occhi di un Frate

L’Accoglienza dei bambini sordomuti a Cattolica con gli occhi di un Frate

Che senso ha la vita? Questa vita fragile, ferita, di questi bambini sordomuti che passeggiano sulla spiaggia e per le strade di Cattolica accompagnati da due maestre e da un interprete? Che senso ha ospitarli per un mese nella casa S. Antonio e poi ricacciarli nello squallore di un orfanotrofio? La risposta pronta, precisa non c’è l’ho. Eppure questa accoglienza è il segno che in una società spesso criticata perché individualista, autoreferenziale, egoista ed anche alquanto razzista sa prendere con sé una vita fragile, ferita e malformata con una capacità innata di tenerezza, di amore che esprime un’energia e un’ accoglienza che deriva da altro, da Qualcun altro e diventa una sorpresa che fa ancora credere che il Bene esiste, abita dentro di noi ed è quello che fa sperare in un futuro diverso. GRAZIE bambini per il messaggio che con la vostra presenza lanciate per Cattolica. I frati pur non presenti credono nella vostra minorità e ringraziano la Fondazione e tutti i volontari.

P. Luigi Faraglia

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