Emergenza terremoto

Terni in lutto per la morte di Alessandro

Terni in lutto per la morte di Alessandro

Anche le ultime, disperate, speranze alla fine hanno dovuto cedere alla tragica realtà. Alessandro Riccetti, il 33enne ternano rimasto coinvolto nel crollo dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) nel quale lavorava, non ce l’ha fatta ed è anche lui tra le vittime della tragica valanga che si è abbattuta sull’albergo nel pomeriggio di mercoledì.

Alessandro è stato estratto dalle macerie nella notte tra martedì e mercoledì e alla mamma è toccato il terribile compito di riconoscere il suo corpo. Le vittime accertate ora sono 24, mentre 5 restano i dispersi.

Il sindaco Leopoldo Di Girolamo, nel primo pomeriggio di mercoledì, si è recato a casa del giovane scomparso, per portare personalmente alla famiglia una parola di condivisione del dolore. Una condivisione che dell’intera città e dell’intera regione.

 Il giovane, che in passato ha lavorato anche in strutture alberghiere del ternano, si trovava nell’hotel abruzzese in quanto impiegato da poco più di un anno presso la reception e la speranza che potesse esserci anche lui tra persone sopravvissute aveva per qualche ora fatto battere il cuore all’intera comunità ternana. Purtroppo, però, così non è stato.

La salma di Alessandro si trova all’ospedale di Pescara dove verrà eseguita l’autopsia su disposizione dell’autorità giudiziaria. Successivamente verrà trasportata a Terni per i funerali che si terranno molto probabilmente venerdì.

Alessandro viveva con la madre Antonella, il fratello più grande, la sorellina più piccola e la nonna materna in un appartamento del quartiere Cardeto, a Terni. Il padre, un ex dipendente Ast, è scomparso circa dieci anni fa causa una terribile malattia. Il giovane, fidanzato con un ragazza brasiliana, ha lavorato anche in Germania e in Francia. A Terni, e non solo, era molto conosciuto e stimato per la sua intraprendenza che – unita ad un’ottima conoscenza delle lingue – lo aveva portato a lavorare anche all’estero. Ad Alessandro Riccetti non mancava di certo la ‘voglia di fare’, unita al forte senso di responsabilità verso la famiglia, ad una disponibilità e una dedizione uniche che tutti – a partire dagli amici – gli riconoscevano.

 

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