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Nota della Fondazione sulla vicenda della famiglia di Forlì arrestata con l’accusa di truffa e violenza sessuale

Nota della Fondazione sulla vicenda della famiglia di Forlì arrestata con l’accusa di truffa e violenza sessuale

A PROPOSITO DELLA FAMIGLIA DI FORLÌ ARRESTATA CON L’ACCUSA DI TRUFFA E VIOLENZA SESSUALE

Una coppia di Forlì è stata arrestata con l’accusa di essersi impossessati di oltre 2 milioni di euro versati da un’assicurazione ad una ragazza bielorussa da loro accolta da oltre 8 anni ogni estate nell’ambito dei progetti di Accoglienza Temporanea Terapeutica organizzati a favore dei bambini bielorussi.

L’indagine della Polizia di Stato di Forlì accusa l’uomo e la donna di maltrattamento, truffa, circonvenzione di incapace e violenza sessuale.

Una notizia che ha sconvolto l’intero movimento solidaristico di Comitati e Famiglie che aderiscono alla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG ha voluto approfondire la vicenda che ha dell’incredibile per come è stata concepita e soprattutto per la violenza e la lucidità con la quale è stato posto in essere un piano di siffatta malvagità.

Nel maggio 2014, quando la ragazza era appena diventata maggiorenne, ebbe un grave incidente stradale mentre andava in bicicletta e rimase invalida all’80%.

L’assicurazione le aveva liquidato 2.120.000 euro a titolo di risarcimento del danno subito.

Secondo gli investigatori la coppia aveva ordito un piano per appropriarsi dell’intera somma senza avere alcun titolo giuridico assumendo il totale controllo di ogni aspetto della vita della ragazza.

Abbiamo cercato nei nostri archivi e abbiamo appurato che la coppia non è aderente a nessun Comitato della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG né ha mai avuto contatti con le progettualità poste in essere per aiutare i bambini bielorussi come il progetto studio, gli inviti privati per motivi di salute o l’accoglienza temporanea con il progetto spiritualità.

Il fatto di non appartenere alla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG non diminuisce la gravità dell’accaduto ma è evidente il richiamo alla selezione e scelta delle famiglie accoglienti sul territorio attraverso l’operato dei singoli comitati.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG rimane attenta e meticolosa nel rispetto delle norme vigenti e del regolamento attuativo (linee guida) posto in essere dal Ministero del Lavoro attraverso l’operato del Comitato Minori Stranieri convenuto, con il contributo della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG membro di tale organismo, in rappresentanza di tutto il movimento associativo che accoglie i minori in Italia, emanando tali linee guida all’indomani dell’Accordo bilaterale sottoscritto tra l’Italia e la Repubblica di Belarus il 10/05/2007.

L’essere l’unica organizzazione non governativa italiana operante nella Repubblica di Belarus ha da sempre contribuito ad avere un’attenzione particolare alla tutela del bambino ospitato in Italia cercando di trovare le famiglie accoglienti tra quelle che negli incontri formativi o durante le attività svolte sul territorio aderiscono alla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG perché ne condividono le finalità e gli obiettivi che sono e rimarranno sempre “IL BENE SUPERIORE DEL MINORE”.

La tutela del minore e della famiglia italiana ospitante è stata sempre, fin dal primo gruppo di bambini bielorussi ospitato nel 1991, il principio ispiratore della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG  e probabilmente ne è stata e sempre sarà la sola ragione della sua esistenza.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG si è data delle regole e dei princìpi che spesso, per la loro rigidità, sono stati posti in discussione e qualcuno ha tentato di aggirarli accusando la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG di poca lungimiranza.

Oggi, quando accadono fatti come quelli di Forlì, ci accorgiamo che la rigidità della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG nella scelta delle famiglie con l’aiuto dei comitati locali, nella predisposizione delle liste dei minori accolti bielorussi, con un lavoro specialistico svolto direttamente, senza intermediari, nella Repubblica di Belarus con la propria rappresentanza e con la verifica della documentazione da presentare al Ministero del Lavoro per il rilascio dell’autorizzazione a svolgere il Progetto di Accoglienza Temporanea Terapeutica, non è poi così da definire “rigidità” bensì attenzione alla “TOTALE TUTELA” dell’intero movimento dell’Accoglienza Temporanea Terapeutica che si esprime in ogni sua forma.

Questo significa attenzione alla costituzione giuridica di un Comitato della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG, questo significa attenzione alla scelta dei bambini provenienti da orfanotrofi, internati e villaggi della Repubblica di Belarus sempre e comunque interfacciandosi con le istituzioni locali e mai usando intermediari, questo significa ascoltare le famiglie ed aiutarle durante tutto il soggiorno terapeutico senza lasciarle mai sole ed intervenendo immediatamente se l’inserimento del bambino diventa difficoltoso o peggio non scappare ma mettersi a disposizione delle autorità governative e tutelare le famiglie italiane quando per una tragica fatalità un bambino ha perso la vita mettendo a rischio le ragioni stesse dell’accoglienza.

Questo significa essere Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”, questo significa lavorare per il bene superiore del minore, questo significa per la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG oggi, richiamare l’intero movimento dell’Accoglienza Temporanea Terapeutica italiano nel rispetto di quell’Accordo Bilaterale tra l’Italia e la Repubblica di Belarus sottoscritto nel 2007 a seguito dei ben noti fatti di Cogoleto con la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG ancora una volta posta in discussione e sott’accusa per essersi fatta promotrice di un Accordo che tutelasse i bambini bielorussi e le famiglie italiane e che di fronte alle vicende di Forlì torna ad essere vitale per l’esistenza dell’intero patrimonio di solidarietà nato a seguito del disastro nucleare di Cernobyl facendo risuonare con forza che le famiglie italiane rispettano le regole e si spendono quotidianamente per rendere migliore la qualità della vita dei bambini accolti e non sarà una coppia di malviventi che ne metterà a rischio la sua ragione di esistere.

L’attività svolta a favore dei bambini da oltre 30 anni, con 600.000 bambini bielorussi salvati attraverso l’Accoglienza Temporanea Terapeutica realizzata con le famiglie accoglienti italiane, l’opera di tutti i volontari che da quel lontano 26/04/1986 si sono resi disponibili a portare aiuti umanitari od hanno lavorato per la ricostruzione degli internati, degli orfanotrofi e degli ospedali fino a ricostruire la pediatria nella città più contaminata della Repubblica di Belarus a Slovgorod non potranno mai essere cancellati dalle malefatte di una coppia che ha rovinato l’esistenza di una ragazza bielorussa circuita e violentata ma bensì deve essere da monito che l’intero movimento solidaristico si ribellerà in tutti i modi verso chiunque tenterà di ABUSARE, MALTRATTARE E VIOLENTARE UN BAMBINO.

I BAMBINI SONO PREZIOSI PER IL BENE DELL’UMANITÀ e chiunque ne attenti alla loro esistenza deve essere condannato senza indugi e tentennamenti.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG si rivolge a tutte le famiglie ospitanti e a quante si accingono a farlo per la prima volta ringraziandole per il bene che riescono a profondere verso un bambino bisognoso di cure e le invita a NON AVER PAURA perché niente e nessuno può arginare questa concreta solidarietà alimentata dalla nostra stessa ragione di esistere.

 

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