Tir della Speranza 2010: programma e regolamento definitivi

PROGRAMMA   REGOLAMENTO E SCHEDA DI PARTECIPAZIONE    

Tir Personalizzati 2010

REGOLAMENTO NOTE GENERALI ALLEGATO A ALLEGATO B ALLEGATO C ALLEGATO D DISTINTA PERSONALIZZATI ALLEGATO D ESEMPIO DI COMPILAZIONE

Progetto Per La Vita - Lotta All'alcolismo - Resoconto Attivita' 2008

PROGETTO PER LA VITA (lotta all’alcolismo) RESOCONTO ATTIVITA’ 2008 Nel 2008 si sono svolti in Bielorussia in collaborazione con l’AICAT Nazionale e l’APCAT di Trento due corsi di sensibilizzazione all’approccio ecologico - sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (metodo...

Tir N° 1 - Diario di viaggio dicembre 2009

Anche in questo 2009 ho avuto l'opportunità di partecipare al tir dei PERSONALIZZATI AI BAMBINI BIELORUSSI. Il giorno 12-12-2009 siamo partiti da Malpensa in aereo. Quest'anno il programma é stato modificato, causa (purtroppo) un gravissimo lutto che ha colpito il nostro Aldo Cicoria, cui va...

Tir della Speranza 2010: programma e regolamento

            PROGRAMMA ITINERARIO REGOLAMENTO RELAZIONE VISITA PRELIMINARE

Chernobyl

Il Disastro di Chernobyl ha segnato le vite di milioni di persone; generando problematiche che definire gravi è riduttivo.

La nostra Fondazione opera da anni anche in quei paesi dove, da quel fatidico giorno,  le condizioni di vita risultano essere oltre il limite.

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Progetto per la Vita (Lotta all' Alcolismo)
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Referente Luisa Balicco

Premessa

Da 13 anni la Fondazione Aiutiamoli a Vivere si prende cura dei “bambini di Chernobyl” con progetti realizzati sia in Italia che in Bielorussia. L’ingente numero di 41.125 bambini ospitati fino al 2004 dalle famiglie italiane è il risultato di un impegno alla solidarietà che si pone la finalità di migliorare lo stile di vita per quei bambini, oggi ospiti in Italia, che domani diventeranno uomini e donne cittadini nella loro nazione.

Con il passare degli anni ci si è resi conto che fenomeni di degenerazione sociale rilevanti e in special modo l’alcolismo, non solo ostacolano la buona riuscita di molti progetti della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, ma si insediano come piaghe profonde nella società bielorussa mettendo a serio rischio la positiva crescita psico-fisica di adulti e bambini direttamente o indirettamente coinvolti

Purtroppo la gravità e la velocità di estensione di questo fenomeno si accompagnano ad una permissività da parte del governo bielorusso e della società civile. L’abuso di alcol è diventato uno stile di vita disperato e distruttivo. Più del 90% dei bambini orfani sociali, ospiti negli oltre 200 orfanotrofi bielorussi e centri di prima accoglienza, sono figli di alcolisti.

Si è compreso così che alla base di ogni progetto della Fondazione è necessaria un’opera di risanamento umano rivolta direttamente alle persone più fragili e a rischio.

Da queste riflessioni è nata la decisione da parte della Fondazione Aiutiamoli a Vivere in collaborazione con l’ AICAT (Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento) e con l’APCAT Centro Studi Trentino (Associazione Provinciale dei Club degli Alcolisti in Trattamento) di realizzare un progetto di intervento mirato alla prevenzione e cura del pesante problema dell’alcolismo in Bielorussia.

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ANALISI DEI BISOGNI

L’obiettivo di tutela della salute psico-fisica è ambizioso e molto complesso, ma senza dubbio rappresenta un primo pilastro su cui fondare una lenta ma costante crescita di “benessere” sociale.

Per tale motivo risulta fondamentale, prima di realizzare qualsiasi intervento, un’accurata analisi dei bisogni e delle esigenze dei bambini bielorussi, dei giovani e degli adulti, ed una chiara idea della disponibilità a collaborare da parte degli enti pubblici e privati che operano sul territorio.

Ci siamo chiesti:
  • Quali sono le realtà colpite indirettamente dal problema dell’alcolismo? Minori, famiglia, mondo del lavoro. E’ necessario cercare di comprendere il problema alcolismo sia nella sua specificità, sia nella complessità del suo contesto socio-culturale
  • Quali sono le realtà associative già esistenti? Come lavorano sul territorio? Che funzione hanno?
  • Come sono riconosciute a livello locale (credibili o no)? Dove arrivano ad operare e dove non arrivano (l’ipotesi è di arrivare dove loro non arrivano o di collaborare con loro aumentando l’efficacia nei loro interventi?) E’ possibile collaborare con loro?

Domande alle quali siamo riusciti solo in parte a dare una risposta. Dalle informazioni raccolte durante la scorsa estate abbiamo saputo che esistono alcune realtà associative che però operano con molta fatica per mancanza di mezzi ma soprattutto di metodo. Negli orfanotrofi dove, tra i ragazzi, vige la legge del più forte, non esistono operatori preparati per una formazione di prevenzione all’alcool.

Direttori di orfanotrofi, sindaci di paesi sperduti, associazioni laiche e religiose aspettano un aiuto.

DESCRIZIONE DELLA METODOLOGIA

Ideata dal prof. Hudolin, psichiatra croato, la metodologia ha trovato ampia diffusione nella ex Iugoslavia e poi in Italia dal 1979. É basata sul concetto di alcolismo come stile di vita della persona in relazione al suo contesto familiare e comunitario.

Riferimento centrale del programma è il Club, costituito da un gruppo di persone con rispettivi familiari con problemi alcol-correlati e complessi e da un formatore, denominato “il servitore”. Si parla di un problema complesso quando, all'interno della famiglia, l'alcolismo si accompagna ad altri disturbi, quali disagio psichico, tossicodipendenza, emarginazione. Le famiglie si incontrano settimanalmente per iniziare e poi consolidare il cambiamento del proprio stile di vita, che parte dalla scelta di smettere di bere.

L’approccio ecologico sociale prevede inoltre l’attivazione di una strategia rivolta a tutta la popolazione con l’obiettivo di ridurne i consumi secondo le linee della Organizzazione Mondiale della Sanità.

In Trentino sono 165 i Club degli Alcolisti in trattamento che applicano il metodo Hudolin. Dal 1984 ad oggi sono 2.500 le famiglie trentine entrate in trattamento. In Italia sono operativi oltre 2.400 Club. Inoltre l’AICAT collabora con molti paesi stranieri come Romania, Lituania, Russia, Grecia, Brasile, Ecuador, Nicaragua, Spagna, Bolivia, Slovenia, Croazia, Serbia ecc.

Il metodo Hudolin presenta i seguenti aspetti positivi di fattibilità:
  • facile accessibilità al trattamento
  • semplicità del trattamento
  • costi minimi sia economici che di tempo
  • coinvolgimento della popolazione
  • realizzazione del programma nel quartiere o nel paese dove la famiglia con problemi di alcool risiede, senza ricorso ad ospedali o case di cura.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Avviare nella Regione di Gommel, la più colpita dalle radiazioni di Chernobyl, un intervento della durata di un anno per sperimentare l'approccio ecologico-sociale al trattamento dei problemi alcol-correlati, verificandone:

  • accettabilità nella popolazione e tra gli operatori socio sanitari
  • efficacia e limiti
  • possibilità di diffusione in altre zone.

ATTIVITA’

  • La formazione di almeno sei servitori bielorussi attraverso uno stage in Italia che prevede la partecipazione ad una settimana di formazione e sensibilizzazione sui problemi alcol-correlati (modulo sperimentato in Italia da molti anni, che rappresenta la formazione base all’approccio ecologico-sociale). Lo stage, promosso dall’APCAT Centro Studi si terrà a Trento dal 23 al 28 maggio 2005.
  • La nascita sul territorio bielorusso di Club di alcolisti in trattamento
  • Verifica e riscontro da parte di personale APCAT Trentino dell’impostazione del progetto
  • La realizzazione, entro l’autunno del 2005 in Bielorussia, di eventi formativi rivolti ad operatori professionali, promotori di salute e leader di comunità.
  • Lo sviluppo di una strategia di prevenzione rivolta in particolare ai ragazzi di orfanotrofio e in generale alla comunità.

PROSPETTO E COSTI DEL PROGETTO

Viaggio 9 servitori bielorussi (maggio 2005) € 4.000
Vitto e alloggio a Trento per lo stage dal 23 al 28 maggio ‘05 € 4.500
Viaggi in Italia (trasporti da e per aeroporto; scambi con Acat del Veneto e della Lombardia) € 500
Spese telefoniche/comunicazione € 300
Spese materiale didattico – di formazione € 400
Viaggio 3 esperti italiani (Italia-Bielorussia-Italia) + interprete in loco- fine settembre 2005 (una settimana più alloggio) € 3.000
Viaggio 3 esperti italiani (Italia-Bielorussia-Italia) + interprete in loco per preparazione al corso di formazione primavera 2006 (una settimana più alloggio) € 3.000
Organizzazione Corso di formazione/verifica in Bielorussia (regione di Gommel costi per sede, viaggi e alloggio n. 60 partecipanti) € 2.500
TOTALE €18.200,00

Le persone e gli operatori che appoggiano il progetto, sia del Centro Studi di Trento che della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, offrono la loro collaborazione alla formazione in Italia ed in Bielorussia a titolo di volontari. Pertanto il preventivo presentato rappresenta solo la richiesta di rimborso spese.

Responsabili Progetto

  • Roberto Cuni - APCAT Centro Studi di Trento
  • Renzo Dott. De Stefani - APCAT Centro Studi di Trento
  • Luisa Balicco – Fondazione Aiutiamoli a Vivere – Villa d’Almè


Progetto Per La Vita - Lotta all'Alcolismo - Programmazione per il 2009 PDF Stampa E-mail

PROGETTO PER LA VITA (lotta all’alcolismo)

PROGRAMMAZIONE PER IL 2009

Dai colloqui avuti con le Direttrici delle scuole e degli istituti di prima accoglienza, è emersa la preoccupazione ed il bisogno "fare di piu'".
Gli operatori ACAT si stanno confrontando per elaborare un metodo di lavoro che coinvolga insegnanti e alunni con apposite Scuole Alcologiche Territoriali. Inoltre sarà importante effettuare incontri di informazione e sensibilizzazione con la popolazione cercando di arrivare fino al più piccolo villaggio.
Si dovranno trovare persone da valorizzare motivandole a diventare i responsabili di zona dei club che facciano da tramite tra i club esistenti e quelli che nasceranno e che sappiano distinguere tra le reali necessità e le pretese ingiustificate. Dovranno inoltre collaborare con le autorità per favorire e promuovere tutte quelle iniziative che possano migliorare la riuscita del progetto.
Abbiamo a grandi linee tracciato un percorso che sarà da valutare nei prossimi giorni anche in base alle risorse economiche a nostra disposizione.


I responsabili
Marco Mozzani e Luisa Balicco

 
Progetto Per La Vita - Lotta all'Alcolismo - Viaggio Novembre 2008 PDF Stampa E-mail

PROGETTO PER LA VITA (lotta all’alcolismo)

VIAGGIO NOVEMBRE 2008


Sempre nel 2008, nel mese di novembre, abbiamo effettuato un viaggio per verificare la funzionalità dei club aperti e portare il nostro contributo dove fosse necessario.

Itinerario:
- Domenica 9 novembre: viaggio da Milano Malpensa a Minsk – pernottamento a Minsk.
- Lunedì 10 novembre: Minsk per incontri pubbliche relazioni.
- Martedì 11 novembre: trasferimento da Minsk a Rogaciov e pernottamento al sanatorio. Km. 200.
- Mercoledì 12 novembre: trasferimento da Rogaciov a Mozir e pernottamento in Hotel Km 130.
- Giovedì 13 novembre: sosta a Mozir e pernottamento all’ Hotel sul fiume.
- Venerdì 14 novembre: trasferimento da Mozir a Driblin Km 350 in 4 ore. Pernottamento in albergo.
- Sabato 15 novembre: ritorno da Dribin a Minsk km 290 in 3h e 30 minuti. Pernottamento a Minsk.
- Domenica 16 novembre: partenza da Minsk e arrivo a Milano Malpensa.

Dettagli di viaggio

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Progetto Per La Vita - Lotta All'alcolismo - Resoconto Attivita' 2008 PDF Stampa E-mail
PROGETTO PER LA VITA (lotta all’alcolismo)

RESOCONTO ATTIVITA’ 2008

Nel 2008 si sono svolti in Bielorussia in collaborazione con l’AICAT Nazionale e l’APCAT di Trento due corsi di sensibilizzazione all’approccio ecologico - sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (metodo Hudolin).
Il primo corso si è svolto a Zhabinka dal 10 al 15 marzo, mentre il secondo è stato effettuato a Oshmiany dal 12 al 17 maggio.
I corsi si sono svolti percorrendo un cammino di formazione articolato in diverse fasi, ponendo al centro dell’attenzione il fenomeno dell’alcolismo, nella consapevolezza che il problema alcol presenta le sue difficoltà proprio a causa di una diffusa cultura del bere, sia in Italia che in Bielorussia. Dalla consapevolezza, come per qualsiasi altra droga, del danno e delle sofferenze che ne derivano, è importante agire preventivamente (informazioni dettagliate sulla metodologia applicata sono reperibili nel sito: www.aicat.net).
Sempre nel 2008, nel mese di novembre, abbiamo effettuato un viaggio per verificare la funzionalità dei club aperti e portare il nostro contributo dove fosse necessario.
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QUESTIONARIO FINALE e conclusioni sul corso PDF Stampa E-mail
Questionario finale elaborato ed analizzato dal centro sociale-pedagogico della provincia di Rogaciov

Nome, cognome_________________________________

1.Come è la sua opinione sul corso? (è necessario sottolineare)
  • bene
  • soddisfacente
  • male
  • molto male
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    Testimonianze bielorusse PDF Stampa E-mail
    Svetlana: Io ed alcool
    Prima bevevo insieme con il mio marito, non facevamo caso alla crescita dei bambini, vivevano senza la attenzione dei genitori, tutti tre.
    Noi bevevamo tanto, dopo di bere, dormivamo, e quando ci svegliavamo, andavamo a cercare qualcosa di bere di nuovo.
    Io lavoravo come educatrice nella scuola materna, ma siccome ero sempre ubriaca, mi hanno chiesto di lasciare questo posto di lavoro. Dopo io non ho lavorato durante 3 anni, ed ho bevuto. I genitori (i nonni dei miei bambini) ci davano da mangiare. Finalmente sono andata a lavorare come operaia nel campo, ma bevevo ancora. Fra gli operai c’era una donna, si chiama Zanna, che era membro del club e un giorno, quando raccoglievamo le patate, e’ arrivato un pulmino, Zanna e’ andata a parlare con la gente del pulmino, e noi tutti ridevamo. Le donne mi hanno detto, scherzando, che vada anch’io. Io sono andata perché ero ubriaca e ho avuto coraggio.Quando mi sono avvicinata al pulmino, ho visto Elena che mi è piaciuta. Mi sono piaciute anche le cose che mi ha detto lei, ed io ho deciso di andare al club. A volte venivo ubriaca, anche con la bottiglia in tasca. Ma Elena non mi ha sgridato, non domandava niente, solo raccontava delle storie interessanti e poco a poco io ho cominciato a capire il mio comportamento, ed ho deciso a curarmi. Adesso non bevo. Grazie al club io ho conosciuto la vita nuova.
    Io racconto a tutti i miei amici del danno che fa l’alcool. Alcuni hanno cominciato a bere meno, ci sono anche quelli che hanno fatto la cura e non bevono. Ci riuniamo spesso e ricordiamo i tempi passati ridendo.
    Grazie alla Elena sono diventata una persona degna di rispetto, grazie.
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