La storia
L’accoglienza, per la fondazione, ha significato sempre per prima cosa ospitarli nel modo migliore possibile, per un tempo sufficiente a ridurre la radioattività assorbita, a ripristinare le difese immunitarie, ma non eccessivo, in modo da non condizionare troppo la loro psiche con stili di vita così diversi.
Il secondo obiettivo è quello di intervenire qui in Bielorussia con progetti che possano migliorare le condizioni di vita dei ragazzi ed in alcuni casi, come a Sianno, dare un segnale di poter costruire un futuro migliore.
La cronistoria del nostro intervento a Sianno non vuole essere una esposizione di quello che facciamo ma dimostrare che si parte, a volte, con un’idea di assistenzialismo, ci si accorge strada facendo che questa non è la soluzione giusta ed allora si cambia per fare qualcosa di concreto che rimanga per il futuro.
Abbiamo poi installato uno studio dentistico che riforniamo di tutto il materiale di consumo e due nostri tecnici due volte l’anno fanno manutenzione come agli altri 11 situati in altrettanti istituti.
Nel 1997 abbiamo iniziato la ristrutturazione di bagni e docce; nel1998, in collaborazione con l’associazione olandese Stichting Rusland Kinderhulp abbiamo ristrutturato la cucina dotandola di tutte le attrezzature più moderne.
E’ stata poi la volta della lavanderia che è stata ristrutturata e vi sono state istallate 2 lavatrici industriali da 40 Kg/una.
Quest’anno sono stati completati i servizi igienici, la cucina con l’isolamento del tetto e la pavimentazione del refettorio, bagni nella lavanderia e nel laboratorio della falegnameria, l'impiantistica elettrica nei laboratori di taglio e cucito e falegnameria, recuperando tre locali da usare come magazzino.
Tutto questo grazie alle famiglie che accolgono i bambini e a tutti quei volontari che ogni anno gratuitamente vengono a trascorrere le loro ferie lavorando a questi progetti e portando tutto il materiale e le attrezzature dall’Italia.
Ma tutto questo, seppur bello ed utile, non aiuta certo i ragazzi quando escono dall’istituto ad inserirsi in modo proficuo nella realtà sociale e lavorativa del territorio di residenza.
Nasce così il progetto “Scuola-fabbrica”.
Prende forma ad Aprile 1999 e la fondazione trova subito un partner nell’associazione olandese Stichting Rusland Kinderhulp un valido alleato per la sua realizzazione.
Viene così nominato il primo consiglio di amministrazione : ne fanno parte come da statuto, 4 membri della fondazione Aiutiamoli a vivere, 2 membri dell’associazione olandese, il direttore dell’istituto ed un rappresentante nominato dal ministero dell’istruzione della Repubblica di Belarus.
Il progetto nasce con lo scopo di aiutare, nella formazione professionale e civica, i ragazzi e le ragazze dell’istituto con la speranza, che una volta usciti, possano avere migliori possibilità lavorative, inserendosi nel tessuto sociale e produttivo del territorio. La nostra intenzione è stata sempre quella di non sostituirci allo Stato ma di creare condizioni igieniche, sociali e professionali tese a migliorare la vita dei ragazzi e dare loro una dignità consentendo di guardare al futuro con maggiore fiducia.
Per far ciò il consiglio di amministrazione si è attivato per consentire ai nostri tecnici di verificare qui sul posto le potenzialità e le difficoltà del progetto, ai vostri insegnanti invece, la conoscenza di tecniche lavorative diverse in Italia ed Olanda per trasferire nell’istituto modi operativi più efficaci.
Inizialmente, i settori presi in considerazione sono stati: Falegnameria, Agricoltura ed Informatica. Successivamente, su suggerimento del nostro comitato di Villadose che ha poi portato avanti il progetto, è stato inserito nel programma il corso di Taglio e Cucito.
Ci siamo resi subito conto che, se volevamo portare avanti i progetti nella maniera migliore, era necessario dotare l’istituto di locali ed attrezzature idonei e funzionali.
Tenendo conto che le nostre risorse provengono unicamente dalle stesse famiglie che accolgono i 5.000 bambini che arrivano in Italia con la fondazione, abbiamo cominciato ad operare nei vari settori con i risultati che vi illustrerò ora.
INFORMATICA
Pur non rientrando tra le materie per cui è previsto il rilascio di un diploma, abbiamo ritenuto opportuno, d’accordo con il direttore, inserirla ugualmente.
Riteniamo infatti che coloro che frequentano questo corso possano averne solo vantaggi in un mondo che si avvia ad essere informatico-dipendente.
E’ stata così allestita un’aula con 10 computer, 9 per gli studenti ed uno in rete per l’insegnante.Visite di nostri tecnici sono costantemente programmate per gli opportuni aggiornamenti.
FALEGNAMERIA
Ci siamo subito resi conto che non era possibile progettare un corso di falegnameria dove si trovava e con i macchinari esistenti.
La fondazione, con enormi sacrifici finanziari, ha dotato l’istituto di un nuovo capannone di 200 mq in cui ha inserito nuovi macchinari più idonei allo scopo.
Il nostro tecnico che segue il progetto, sig. Asperti, viene di frequente in istituto per fornire assistenza e consigliare nuove tecniche operative ad insegnanti ed allievi.
TAGLIO E CUCITO
Questo settore è stato preso in considerazione nell’anno 2000 grazie al nostro comitato di Villadose.
A settembre ed ottobre dello stesso anno, due ragazze e la loro insegnante, sono state ospiti del comitato per un corso di taglio e cucito.
Successivamente si è reso necessario realizzare un nuovo laboratorio di 108 mq per permettere alle ragazze di operare in un ambiente più idoneo, corredandolo di macchinari più moderni ed inviando in istituto tutto il materiale di consumo necessario .
Anche questo progetto viene seguito costantemente da una nostra maestra di scuola taglio, sig.ra Grassetto, insegnando nuove tecniche per migliorare lo sviluppo di lavoro, aggiornandolo alle varie esigenze della moda.
AGRICOLTURA
Il settore è stato seguito dall’associazione olandese Stikting Rusland Kinderhulp che si è avvalsa, per la preparazione del terreno, della ditta locale dei fratelli Lapeko.
Fin dall’inizio, grazie alle nuove tecniche di preparazione del terreno con macchinari inviati dall’Olanda e nuove tecniche seminative, questo settore ha avuto risultati positivi realizzando raccolti di gran lunga superiori per quantità e qualità a quelli fino ad allora ottenuti dall’istituto.
Attualmente, per quanto riguarda i prodotti agricoli, è autosufficiente.
L’agronomo dell’istituto è stato più volte in Olanda per stage di aggiornamento.
In questo specifico progetto oltre a contribuire economicamente per il suo avvio, la fondazione ha acquistato un trattore, una motozappa ed installato 3 serre.
Il costo complessivo del progetto "Scuola-fabbrica" a carico della fondazione è stato di 300.000 dollari, non considerando il valore umano del progetto, che ovviamente non ha prezzo.
Attualmente pensiamo di poter affermare che il progetto “Scuola-fabbrica”, pur con qualche difficoltà, ha superato quella che possiamo definire la prima fase, ottenendo dal ministero della pubblica istruzione il riconoscimento di “istituto sperimentale” con atto n° 442 del 8 agosto 2001.
Questo riconoscimento permetterà al direttore di poter avviare corsi per il rilascio del diploma professionale instaurando la decima ed undicesima classe favorendo così gli studenti che non dovranno più allontanarsi dall’istituto per completare gli studi, evitando tutte le conseguenze che un distacco , in un’età particolarmente delicata, può comportare.
La scuola – fabbrica è ora una realtà ben definita. Riteniamo di aver fatto tutto quello che era di nostra competenza e nelle nostre possibilità, sempre rispettando e mai sostituendoci alle leggi della Repubblica di Belarus.
Ora è necessario passare alla fase successiva, quella che deve veder funzionare il progetto nella sua interezza e questo è un compito che spetta soprattutto alle istituzioni bielorusse, al direttore dell'istituto e al suo personale, da parte nostra possiamo assicurarvi che non verrete abbandonati e sarete seguiti ed aiutati compatibilmente con le nostre possibilità, un buon padre non abbandona la propria creatura e consentitecelo la scuola-fabbrica è una nostra creatura.(Marcello Giuli ) Se il progetto non dovesse avere lo sviluppo dovuto sarebbe per noi una grossa delusione e renderebbe vani tutti gli sforzi fatti tesi soprattutto a migliorare la vita di questi giovani, già duramente provati, con la speranza che una volta usciti dall'istituto in possesso del diploma professionale riescano ad inserirsi nel tessuto sociale e produttivo del territorio dove andranno a vivere come già detto precedentemente, non dimenticatevi che questi ragazzi sono il futuro della vostra nazione.
Giuli Marcello















