Mercoledì, 14 Dicembre 2011 11:53

Relazione finale del Presidente M. Ortolani

Sono sicuro che questo XVIII convegno della Fondazione sarà ricordato per le forti emozioni che ci hanno procurato le varie testimonianze che abbiamo ascoltato, a raccontarle ci penserà l’amico Bonetti, mentre a me spetta proporre una riflessione su altri aspetti.
Innanzi tutto è stato il convegno di fine mandato per il CDA che ha operato in questi tre anni. Tre anni di intenso lavoro e di forte crescita che hanno indotto i Soci Fondatori a rinnovare tutti i Consiglieri con la sola esclusione di Manzoni Vittorio che, per Sua esplicita richiesta, è stato sostituito con l’amico Sant’ermanno  e la new entry del dott. Salvi Umberto che, in verità, ha già dato un grande apporto, in virtù della Sua esperienza,  partecipando già alle riunioni del CDA. Relativamente alla mia riconferma a Presidente devo ringraziare i Soci Fondatori della fiducia riposta in me con l’impegno di dare un maggiore apporto rispetto a quello che ho potuto dare fino ad ora. Quindi un Cda nel segno della continuazione la cui nomina è passata anche attraverso la condivisione di un documento programmatico proposto dagli stessi Soci Fondatori.
Documento da cui ho preso spunto nella mia relazione introduttiva allo scopo di provocare ed orientare il dibattito perché sento che la Fondazione è posta di fronte alla grande responsabilità di segnare una svolta che ne caratterizzerà l’azione futura.
Abbiamo infatti condiviso la volontà di costituire comitati di Aiutiamoli a Vivere in Bielo; di affidare ai giovani universitari la mission di creare una piazza virtuale, attraverso l’uso intelligente dei social network, in cui rincontrare ed integrare nella nostra organizzazione i tanti bambini di ieri, oggi uomini e donne, che abbiamo ospitato in questi 19 anni di attività; di intensificare gli incontri con i comitati per orientarli ed unire gli sforzi nella realizzazione dei progetti che vanno nella direzione indicateci dai Soci Fondatori.
Condiviso con le oltre 200 persone costantemente presenti, un numero importante ma che assume diversa valenza se diciamo che erano rappresentati 47 dei nostri 150 comitati. Possiamo parlare allora di vera “condivisione”? A Messina erano 87 i comitati rappresentati.
Ha ragione Alberto quando dice che questo dato deve farci riflettere. Per ragioni organizzative il Convegno rappresenta, da qualche anno, l’unica vera occasione di confronto con i Comitati. NON BASTA. Bisogna tornare a rincontrarli fisicamente, bisogna rafforzare l’interscambio di informazioni  attraverso il potenziamento del nostro sito e del giornale perché l’informazione completa e corretta è il primo traguardo di trasparenza, condivisione e partecipazione.
•    Partiremo quindi con un vero e proprio censimento di tutti i comitati raccogliendo anche tutte quelle informazioni utili per conoscere, valorizzare, orientare ed utilizzare appieno questo grande patrimonio.
•    Miglioreremo il coordinamento con le associazioni regionali per rendere più significativa ed incisiva la presenza e rappresentanza nel territorio, sempre in funzione dell’azione della Fondazione.
•    Costituiremo comitati Aiutiamoli a Vivere in Bielorussia e, conseguentemente, cambiaremo radicalmente l’azione del nostro ufficio di rappresentanza
•    Potenzieremo l’azione del Centro Studi offrendo maggiori servizi ai Comitati e, contemporaneamente, e ricercheremo e svilupperemo nuove iniziative per reperire maggiori risorse a sostegno dell’azione e progettualità
•    Apriremo un progetto per l’arruolamento di giovani a cui affidare il futuro della Fondazione
•    Renderemo più significativa e partecipe la nostra presenza nel MAVI e nella FOCSIV così come potenzieremo la nostra presenza nei tavoli Istituzionali sia a livello locale, regionale e nazionale.
Questo è l’impegno che i Soci Fondatori hanno chiesto e si è assunto il CDA. Un impegno che segna una nuova ed esaltante sfida per tutti noi. Una sfida che ci fa guardare avanti con orgoglio per i risultati conseguiti e la consapevolezza che ce la possiamo fare.
Per questo dico ad Alberto, e a tutti noi, che i numeri sono significativi ma ancor di più lo è il “contagio” che chi era con noi saprà diffondere. Il contagio delle emozioni, delle idee, della volontà e determinazione ad esserci, ad essere Fondazione.
Prepariamoci ora alle prossime festività ed auguro a tutti un sereno Natale ed un nuovo anno “contaminato” da quella energia positiva che ci fa guardare alla vita con impegno e ringraziamento per la grande opportunità che ci viene offerta.


Ortolani Marzio

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