Un triennio quello appena trascorso a mio avviso che ha due facce, grande sviluppo di Progetti, quindi grande progettualità, siamo finalmente arrivati al traguardo O.N.G. , si, ora finalmente possiamo operare quasi in tutto il mondo, siamo la prima e credo unica Organizzazione non Governativa Italiana esistente in Bielorussia, abbiamo mantenuto , quasi, il numero di minori accolti del 2010, potremmo essere per linee generali, moderatamente soddisfatti, di questo. Il resoconto generale di questi ultimi tre anni può essere soddisfacente, ma non possiamo cullarci sugli allori, se è vero , come è vero che il nostro patrimonio sono le famiglie, non possiamo permetterci di perderne neanche una, e allora dobbiamo trovare tutte le vie, il nuovo Consiglio di Amministrazione deve progettare tutto quanto è possibile per tenere il nostro capitale magari facendolo crescere.
Come? Dando il massimo di assistenza alle nostre famiglie, stando vicini a loro, organizzando la permanenza in Italia dei bambini bielorussi in modo intelligente, essendo sempre vigili con le accompagnatrici, controllare che il nostro ufficio di Minsk non ci proponga delle accompagnatrici che l’italiano lo fischiano, invece che parlarlo, non ci possiamo fidare quando ci dicono che parlano italiano, devono colloquiare le nostre impiegate a Minsk, con tutte le interpreti e far capire alle stesse che non vengono in Italia per una vacanza, vedi Comitato di Balestrate, che essendo un comitato numericamente piccolo, per non dover ospitare due adulti, ci siamo fidati di una maestra che avrebbe dovuto parlare italiano, vedi Comitato di Parma, certo è che non dobbiamo vedere le accompagnatrici come una cosa senza importanza, dobbiamo rispettarle e nel limite del possibile e collaborare con loro, loro sono le responsabili dei minori, dobbiamo coinvolgerle insomma essere Fondazione a 360 gradi e non curare solo il piccolo, anche se importante, orticello, ( Progetto ) che ci è stato dato da seguire.
Dobbiamo essere convinti, tutti, che il Progetto più importante della Fondazione è l’accoglienza, senza la quale non ci sarebbero i Comitati, e senza i Comitati la Fondazione è destinata a morire , non c’è progetto che tenga, Sanitario, Africa, TIR, Gallia, o altri che noi ci potremo inventare, la Fondazione si tiene sull’accoglienza.
Abbiamo, anzi avete ospitato nell’anno 2011, 2223 minori e 269 accompagnatori, come da grafico sottostante.
Come potete vedere con gli accompagnatori siamo a uno ogni nove minori, questo, molto spesso ci ha creato dei problemi con i Comitati.
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TOTALE |
SESSO |
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M |
F |
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2223 |
864 |
1359 |
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F |
I |
F |
I |
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657 |
207 |
1149 |
210 |
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TOTALE |
ACCOMPAGNATORI |
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MAESTRE |
INTERPRETI |
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269 |
120 |
149 |
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Le famiglie italiane sono sempre più orientate verso l’accoglienza di minori provenienti da famiglie, proprio perche quando gli stessi provengono da Istituto, anche se in numero ridotto ( sei o sette) insieme all’interprete, ci è fatto obbligo di ospitare anche una maestra, quindi costi maggiori per i Comitati.
In questi tre anni ho seguito più di ogni cosa l’accoglienza, credetemi, questo significa essere reperibile 24 ore su 24, cercando di soddisfare quasi tutte le richieste più strane delle famiglie italiane, del tipo: perche non possiamo ospitare almeno quaranta giorni, oppure, trentacinque giorni sono troppi dato che le famiglie vanno in ferie o debbono lavorare, insomma tutto , il contrario di tutto.
La crisi che stiamo traversando in Italia a mio avviso, non è solo economica ma strutturale, sociale e culturale, questo non ci aiuta, non aiuta l’accoglienza, i comitati hanno sempre più difficoltà a trovare famiglie disponibili all’accoglienza dei minori, se è vero come è vero che è sempre più difficile arrivare a fine mese e far quadrare il bilancio famigliare, quindi, secondo la mia opinione, se vogliamo continuare a far vivere questa Fondazione, ( dato che l’accoglienza è il progetto più importante della Fondazione ) i comitati dovranno sempre di più dedicarsi alla ricerca dei fondi destinati all’accoglienza, attività collaterali di ogni genere, come cene di beneficenza, ecc.
Ma come diceva Madre Teresa ; se non puoi aiutare tutti i bambini, aiutane uno.
Un grazie anche alle nostre collaboratrici, sia a Terni che a Minsk, pazienti , cortesi ed educate, sempre e comunque, con tutti .
AL CONVEGNO DEL 2009 tenutosi a Caravaggio , il Socio Fondatore Pacifici, presentò il Progetto Spiritualità, che prevedeva l’arrivo dei bambini bielorussi nel periodo natalizio, quando cioè in Bielorussia chiudono le scuole, in quella sede si fece finta di non aver capito, in ogni caso a dicembre del 2010 vennero ospitati 15 minori per le feste natalizie, anche se furono molte le famiglie che telefonarono in Fondazione protestando perche loro non erano stati messi al corrente di questo progetto, chiedendo il motivo per cui non si era propagandata iniziativa.
Nell’anno in corso, nel mese di luglio, abbiamo mandato a tutti i Comitati la comunicazione per dare la possibilità di poter far fare alle loro famiglie questa esperienza, infatti siamo giunti a 58 minori e 4 accompagnatori, anche se la notizia non è transitata come avrebbe dovuto, delle famiglie ne hanno fatto richiesta telefonando per aderire fino alla fine di ottobre , troppo tardi, e abbiamo dovuto dire di no a diverse famiglie.
Molte critiche, da parte di pochi, su questo progetto, un fatto positivo, secondo il mio modesto punto di vista sicuramente c’è, 58 famiglie non hanno migrato in altre Associazioni.
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TOTALE |
NATALE |
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M |
F |
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58 |
22 |
36 |
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F |
I |
F |
I |
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8 |
14 |
20 |
16 |
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All’accoglienza è legata alla parte assicurativa, quindi ancora una volta, quando un minore subisce un anche piccolo incidente, anche senza ricovero, deve essere comunicato alla Sede Nazionale come vi segnalerò in apposita circolare come servizi aggiuntivi alle famiglie.
All’accoglienza sono legati anche i voli aerei, questa cosa, forse è la più difficile dato che con la compagnia aerea abbinare i voli in maniera tale che gli aerei vadano via completi e tornino completi, non è sempre possibile, ma ricordo a tutti i presenti che il prezzo del volo che abbiamo ottenuto è grazie a questa possibilità, possiamo chiedere di far arrivare i gruppi in ogni dove ma il costo salirebbe.
I problemi più grandi li abbiamo avuti con i voli interni, Alitalia, cioè Fiumicino Catania, Fiumicino Palermo e Fiumicino Cagliari, andata e ritorno, ci siamo trovati alle ore 05,00 della mattina che a Cagliari non cerano i posti in aereo, non certo per colpa della Fondazione, e questo sia in arrivo che in partenza.
Traguardi raggiunti dalla Fondazione, molti, come ho già detto il riconoscimento dello status di O.N.G., il grande progetto che si sta realizzando, con grandi sacrifici nel Congo, la costruzione di una scuola, pensate a cosa potrà essere per quei bambini avere una scuola, e dei banchi dove sedersi e poter scrivere, quello che per noi è una cosa scontata per loro è un sogno.
La costruzione della nuova sede Nazionale, voluta con forza dal nostro Socio Fondatore Pacifici Fabrizio e da pochi altri.
L’accoglienza del gruppo dei bambini giapponesi, per certi versi bellissima, ma per altri difficile, specialmente i rapporti con gli adulti, la troppa differenza di cultura forse, sono stati trenta giorni faticosi e interminabili.
Poi, alla fine dell’anno, quando tutto sembrava andare verso il traguardo finale dell’anno di accoglienza, la tragedia, una tragica fatalità che abbiamo vissuto come la morte di un nostro figlio, un nostro nipote, perche tutti i bambini/e che arrivano in Italia li considero nostri figli o nipoti, giorni terribili, la minaccia delle Autorità Bielorusse di toglierci la possibilità di accogliere, minaccia, per fortuna rientrata, ogni tanto qualche barlume di buon senso non guasta.
Rimane il fatto che un bambino di otto anni, un nostro figlio, un nostro nipote, è morto.
Una tragedia per la famiglia bielorussa, per la famiglia accogliente Bonassi e per tutte le persone che amano la Fondazione.
Alle ore 19 mi telefona Pacifici mettendomi al corrente dell’accaduto, ci prepariamo subito a partire per recarci sul posto, poi poco dopo mi richiama dicendo che il cuore del bambino ha ripreso a battere, ringraziando il Dio e la provvidenza del miracolo avvenuto, vado a dormire più tranquillo, ma quando alla mattina successiva , alle ore 7 squilla il telefono, le cose sono due, ho mia madre che ha 90 anni, o Pacifici, in ogni caso una brutta notizia, il bambino è morto.
La mia parte laica si ribella, e contrariamente a quello che ha scritto il Presidente Ortolani, in un suo articolo sul nostro sito, io chiedo a Dio il conto, sempre che ci sia un Dio dei poveri, un Dio dei sfortunati, un Dio degli ultimi, il conto, sul perche Yhaor già condannato a nascere in una nazione povera, in una famiglia non delle migliori, ha la fortuna di poter venire in Italia, ospite di una meravigliosa famiglia, vedere delle cose che mai si sarebbe immaginato di vedere, e viene colpito nella maniera peggiore, con la propria vita.
A chi devo chiedere il conto , se non al vostro Dio.
Ma come diceva un grande del teatro napoletano, gli esami non finiscono mai, forse anche questo è un esame che dovevamo superare, insieme, tutti noi.
Pensando a Igor, alla sua famiglia e a tutti coloro che amano la Fondazione, andando avanti, l’aiuto ai bambini della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere “ deve continuare.
Nel mio ultimo viaggio in Bielorussia ho visitato la scuola dove studiava Yhaor, ho incontrato sua madre, sono rimasto scioccato dalla tranquillità di quella donna, forse non aveva più lacrime, o peggio sono ormai abituati alle disgrazie della vita.
In chiusura vorrei ringraziare la Fondazione “ Aiutiamoli a Vivere “ per la grande opportunità che mi ha dato, mi ha dato l’opportunità di conoscere tante persone , sia in Italia , che in Bielorussia, un grazie a tutte le famiglie che in questi anni anno accolto nelle loro case i bambini.
Dopo una lunga riflessione, circa quattro mesi fa, ho chiesto al Socio Fondatore Pacifici di essere esonerato dal C. di A. , sono arrivato a 70 anni e molte volte ho anteposto la Fondazione anche alla mia famiglia, ma ora si tratta di salute, la mia, sono stanco, non credo di poter più dare alla Fondazione, quello di cui lei ha bisogno, sono ancora disponibile a dare parte del mio tempo libero alla Fondazione, ma in forma ridotta, senza troppe responsabilità, voglio ritirarmi gradualmente in silenzio, nell’ombra, come sono stato in questi anni, inizierò una nuova attività, il nonno.


















