Mi è stato chiesto di relazionare sul tema INFORMAZIONE. In realtà l’ambito del mio intervento è più circoscritto e riguarda il Giornale della Fondazione, di cui mi occupo redazionalmente da cinque anni. E’ bene partire da questa precisazione, sia perché il termine “informazione” coinvolge una più ampia rete di canali che non rientrano nelle mie competenze, sia perché, come ho evidenziato nell’intervento al Convegno dello scorso anno, il Giornale è costituito da due anime, informazione e formazione, ciascuna con una sua specificità ed entrambe irrinunciabili.
Un anno fa, a Messina, ho illustrato il livello di rapporto tra queste due anime nella storia degli ultimi quattro anni del Giornale, evidenziando come dall’analisi dei dati
| Anno 2007 | Marzo | Giugno | Settembre | Dicembre |
| Inform iniziative AAV | 10 | 11 | 12 | 9 |
| Inform iniziative locali | 4 | 4 | 4 | 4 |
| Testimonianze/Esperienze | 2 | 1 | 2 | 1 |
| Riflessioni | 1 | 0 | 0 | 4 |
| Altro | 2 | 3 | 1 | 1 |
| Anno 2008 | Marzo | Giugno | Settembre | Dicembre |
| Inform iniziative AAV | 9 | 7 | 9 | 10 |
| Inform iniziative locali | 4 | 6 | 6 | 2 |
| Testimonianze/Esperienze | 0 | 4 | 0 | 1 |
| Riflessioni | 4 | 0 | 3 |
4 |
| Altro | 2 | 2 | 1 | 2 |
| Anno 2009 | Marzo | Giugno | Settembre | Dicembre |
| Inform iniziative AAV | 8 | 9 | 8 | 14 |
| Inform iniziative locali | 5 | 1 | 4 | 1 |
| Testimonianze/Esperienze | 1 | 2 | 5 | 0 |
| Riflessioni | 2 | 3 | 0 |
1 |
| Altro | 3 | 4 | 2 | 3 |
| Anno 2010 | Marzo | Giugno | Settembre | Dicembre |
| Inform iniziative AAV | 6 | 10 | 11 | - |
| Inform iniziative locali | 3 | 2 | 0 | - |
| Testimonianze/Esperienze | 5 | 4 | 4 | - |
| Riflessioni | 2 | 3 | 3 |
- |
| Altro | 3 | 0 | 1 | - |
emergessero
- la prevalenza della dimensione informativa su quella formativa
- la prevalenza dell’informazione a carattere nazionale su quella locale.
Segnalavo come questo rapporto non fosse frutto di una scelta ma di una necessità, legata alla scarsezza dei contributi editoriali, sia a livello di formazione sia di informazione locale; per questa ragione chiudevo il mio intervento con un appello a un maggiore coinvolgimento da parte dei numerosi soggetti che, a livello locale, operano – e quanto operano! – o sono in grado di fornire preziosi contributi di riflessione sulla nostra esperienza di volontariato, ma faticano a riconoscere nel Giornale uno strumento adeguato a valorizzare le loro risorse.
Che cosa è successo nell’anno che è trascorso?
Sono usciti i consueti quattro numeri, ma uno è stato davvero speciale, in occasione del 25° anniversario della tragedia di Chernobyl: l’abbiamo preparato anticipando di circa un mese l’uscita tradizionale estiva di giugno e scegliendo la formula dello speciale all’interno del giornale (12 pagine con propria copertina, staccabile dal resto del giornale, eccezionalmente limitato a 8 pagine).
Si è trattato di una scelta in linea con lo sforzo di contenimento dei costi, tanto più che – come forse ricorderete –dall’anno scorso i costi di spedizione postale sono notevolmente aumentati; per questa ragione è sembrato opportuno non realizzare un numero in più del Giornale, come era accaduto nel 2006 in occasione del ventennale di Chernobyl. Si è mantenuta la struttura imperniata sui momenti forti dell’esperienza della Fondazione: il numero invernale dedicato al Convegno nazionale e al TIR della speranza, quello primaverile e quello estivo alla progettualità, quello autunnale alle vacanze-lavoro.
Ma vediamo i dati aggiornati della struttura del nostro Giornale:
| Anno 2010-11 | Dicembre 2010 | Marzo 2011 | Maggio 2011 | Ottobre 2011 |
| Inform iniziative AAV | 8 | 3 | 6 | 7 |
| Inform iniziative locali | 7 | 4 | 2 | 4 |
| Testimonianze/Esperienze | 1 | 7 | 5 | 4 |
| Riflessioni | 2 | 4 | 3 |
2 |
| Altro | 1 | 1 | 2 | 2 |
* numero speciale per il 25° di Chernobyl (2 copertine)
I numeri quest’anno sono cambiati: la prevalenza della parte informativa su quella formativa non è stata costante, anzi addirittura in un numero la proporzione si è rovesciata; anche lo squilibrio tra nazionale e locale, a livello di informazione, è stato meno netto.
Che sia una nuova tendenza? Difficile dirlo in questo momento; tuttavia qualche segnale di maggior coinvolgimento è visibile, qualche traccia di abitudine a concepire il Giornale come naturale sbocco della propria comunicazione è riconoscibile.
Un elemento interessante di novità che sta emergendo sempre più spesso sono gli articoli della stampa locale bielorussa che si occupano di noi, in particolare del progetto Vacanze-lavoro.
Certo si tratta di articoli ampiamente elogiativi, dei quali, per essere “corretti”, verrebbe da dire che non c’è bisogno (ma scagli la prima pietra chi non apprezza il riconoscimento delle proprie fatiche); tuttavia, al netto degli orpelli celebrativi (“ma quanto sono bravi questi italiani, quanto sono infaticabili lavoratori, quanto sempre sorridenti…e quanto appassionati di cucina!”), rimane un dato sicuramente positivo: vi si parla dell’esperienza di volontariato solidale svolta dalla Fondazione e la si presenta nei suoi termini essenziali, cioè di volontariato inserito in una progettualità; e questo è un volano formidabile per il nostro essere ONG, per il nostro operare sempre più passando dallo spontaneismo a una consapevolezza o, per dirla con Padre Vincenzo, per fare bene il bene. E c’è anche un altro aspetto estremamente positivo che scaturisce da queste testimonianze bielorusse: la presenza di collaboratori volontari locali viene segnalata e diventa un seme prezioso da cui può sbocciare il fiore bellissimo della solidarietà interna.
L’abbiamo detto chissà quante volte, e forse finiamo per credere che sia una formula così, tanto per dire; invece è proprio vero che il desiderio del volontario è che non ci sia più bisogno di lui, nel senso che la situazione di bisogno a cui lui rispondeva ha trovato una risoluzione, magari proprio internamente. Tanto il volontario sa che l’unico rischio che non corre, specialmente nei momenti di crisi, quelli che fanno più paura a tutti, è quello di restare disoccupato. C’è troppo squilibrio tra domanda e offerta in questo settore per temere una recessione.
Il Giornale segue da vicino queste dinamiche e vorrebbe continuare a farlo, con il vostro aiuto concreto: e una volta tanto non si tratta di mettere mano al portafoglio, ma di prendere carta e penna e scrivere: indirizzando a
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Aspetto i vostri contributi, perché del nostro Giornale voi siete i lettori ma anche i giornalisti.
Anzi, proprio per questo motivo, mi è sembrato opportuno riproporre un questionario di soddisfazione, che era già stato sperimentato nel febbraio 2004; ora lo trovate nella vostra cartellina di partecipazione al Convegno. È un questionario molto semplice, come lo è il nostro Giornale peraltro. Per compilarlo bastano: una biro, pochi minuti di tempo e la volontà di aiutare il vostro Giornale a migliorare. Se li avete, compilatelo e riconsegnate il foglio (anonimo) alla segreteria del Convegno. Sette anni fa risposero in 23. Non dovrebbe essere difficile migliorare la performance.
Davide Bonetti


















