Il 26 aprile 1986 l’umanità si risveglia con l’incubo della catastrofe di Chernobyl. L’esplosione della centrale nucleare provoca numerose vittime e la diffusione in atmosfera di un’immensa quantità di sostanze radioattive.

La Bielorussia è stata la più colpita dalle radiazioni diffuse dall’incidente. Le conseguenze di tale tragedia sono destinate a durare a lungo, perché gran parte del territorio anche a distanza di 34 anni, è gravemente contaminato. I riflessi economici sulla vita del paese sono drammatici come quelli sociali e sanitari e trovano nei bambini le prime vittime.

Aiuti reali

Il “progetto accoglienza”, portato avanti dalla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”, consiste nell’ospitalità che un gruppo di famiglie offre a dei bambini provenienti dalla Bielorussia per un periodo di un mese all’anno, durante il quale i bambini potranno aumentare le difese immunitarie, migliorare la loro salute generale e sperimentare un’accoglienza affettuosa e solidale.

Informazioni presso la sede: Parrocchia S.S. Paolo e Nicolò di Bari, via Nazionale Briga Marina.

Qui riportata l’intervista al Presidente: Manganaro Letterio, famiglia Accogliente della Fondazione.

Fonte:Tempostretto.it