COSA FA la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”
I progetti in corso e le attività svolte

I nostri Progetti
Il nostro impegno per la salute
La fibrosi cistica
Casa Princi
Il Gallia
Il Tir della Speranza
Le Vacanze Lavoro
La scuola fabbrica
Il centro studi
Supporto alle famiglie
Cooperazione con Rete Speranza
Le missioni in Ecuador, Congo e Palestina
Il Servizio Civile Nazionale
I nostri Progetti

I nostri Progetti

EDUCAZIONE

Vengono realizzati corsi di formazione professionale finalizzati a fornire ai ragazzi privi di un adeguato supporto familiare un aiuto all’inserimento nel mondo del lavoro, mediante forme di sostegno economico verso coloro che intraprendono gli studi universitari: infatti,in tale ambito,la fondazione persegue l’obiettivo di dotare dei mezzi necessari chi abbia il desiderio di affrancarsi da una realtà di grave disagio.


SOSTEGNO

Attraverso la realizzazione di tale rete di progetti vengono forniti aiuti umanitari a comunità ed istituzioni al fine di migliorare lo standard di vita dei bambini che versano in condizioni di indigenza.

L’intervento si realizza,dopo una puntuale ricognizione delle esigenze,tenendo presente le tradizioni e le culture locali,con l’invio di cibo, vestiario, materiale igienico- sanitario e didattico. La finalità è di fornire un sostegno concreto e mirato che contribuisca a soddisfare, nelle prime necessità, la popolazione in loco.

IL sostegno si attua anche attraverso l’adozione a distanza di bambini orfani per sostenerli negli studi e attraverso l’erogazione di borse di studio per studenti orfani particolarmente bisognosi che vengono seguiti sino al raggiungimento della laurea.

Il nostro impegno per la salute

Il nostro impegno per la salute

L’ALCOLISMO

Con il passare degli anni abbiamo capito che fenomeni di degenerazione sociale rilevanti, e in special modo l’alcolismo, non solo ostacolano la buona riuscita di molti progetti della FAV, ma si insediano come piaghe profonde della società bielorussa mettendo a serio rischio la positiva crescita psico-fisica di adulti e bambini direttamente o indirettamente coinvolti. L’abuso di alcol è uno stile di vita disperato e distruttivo.

Più del 90% dei bambini orfani sociali, ospiti negli oltre 200 orfanotrofi bielorussi e centri di prima accoglienza, sono figli di alcolisti. Si è compreso cosi che alla base di ogni progetto della fondazione è necessaria un’opera di risanamento umano,rivolta direttamente alle persone più fragili e a rischio.

Da queste riflessioni è nata la decisione da parte della FAV e in collaborazione con l’AICAT (Associazione italiana club degli alcolisti in trattamento) e con l’APCAT centro studi trentino ( associazione provinciale dei club degli alcolisti in trattamento) di realizzare un progetto di intervento mirato alla prevenzione e cura del pesante problema dell’alcolismo in bielorussi.

La fondazione è intervenuta con :

  • Organizzazione di corsi di sensibilizzazione sui problemi alcolcorrelati;
  • Individuazione e formazione dei “servitori insegnanti” Bielorussi, ovvero persone che si metteranno a disposizione di coloro che desiderano cambiare il proprio stile di vita rispetto al consumo dell’alcol al fine di stare meglio con se stessi e con la propria famiglia;
  • nascita dei clubs;
  • corsi di aggiornamento per gli operatori e monitoraggio da parte dei volontari italiani dell’ andamento dei clubs. 

MUCOVISCIDOSI

A delle gravi condizioni dei bambini affetti da mucoviscidosi la fondazione iniziò ad Inviare numerosi farmaci essenziali per la sopravvivenza dei bambini affetti da fibrosi cistica.

Successivamente la cooperazione italo–bielorussia si ampliò tramite la firma di appositi protocolli mediante i quali si attiva la preparazione e l’addestramento di personale medico Bielorusso specializzato per la cura della Fibrosi cistica.


AUDIOLESI

Il progetto audiolesi opera principalmente nell’Istituto speciale di Vitebsk per bambini sordomuti. inizialmente si è occupato dell’accoglienza dei bambini per verificare lo stato degli stessi con la vacanza terapeutica.

Attraverso appositi accordi con le strutture italiane specifiche si opera attraverso la fornitura di materiale agli interni dove sono ospitati bambini gravemente malati.


IL MAXILLO-FACCIALE

Nella repubblica di belarus ogni anno si registra la nascita di più di 300 bambini affetti da malformazioni maxillo-facciali congenite, corrispondente a 3, 4 casi su 1000 neonati sani. La palatoschisi si inserisce in questo ambito in quanto consiste in una malformazione congenita del palato che si manifesta in una fessura della parte anteriore del palato duro Nelle forme più gravi coinvolge anche il margine alveolare del palato, la volta palatina, il palato molle e l’ugola.

Detta malformazione è conseguenza di un’incorretta saldatura dei lati del viso durante le prime settimane di gestazione. La palatoschisi, può provocare problematiche legate alle infezioni broncopolmonari da aspirazione, quali polmonite,e alle in infezioni dell’orecchio,in quanto i liquidi possono attraversare la fessura del palato ed invadere il canale uditivo del bambino.

Comportando il totale contatto tra naso e bocca, la palatoschisi causa notevoli difficoltà,oltre nella nutrizione,anche nell’uso del linguaggio per via dell’impossibilità di articolare numerosi fenomeni. Questa malformazione può essere corretta con un intervento chirurgico. La palatoschisi però presenta una particolarità in quanto ogni bambino operato presenta con la crescita ulteriori deformazioni della mascella e della mandibola, che richiedono ulteriori interventi chirurgici e ortodontici.

Il 50% dei pazienti operati al raggiungimento del sedicesimo/diciassettesimo anno di età manifesta deformazioni della faccia tali da non poter essere corrette con le tecniche ortodontiche conservative. Da ciò la necessità di sottoporsi a diversi interventi tridimensionali di osteotomia facciale.

La Fondazione Aiutiamoli a vivere O.N.G. mediante il progetto maxillo-facciale si propone di porre rimedio ai seguenti problemi, i quali sottintendono la drammaticità della situazione sanitaria generale bielorussa:

  • risorse economiche mancanti; 
  • strutture inadeguate;
  • apparecchiature obsolete;
  • mancanza di apparecchi ortodontici;
  • insufficiente preparazione del personale medico-infermieristico;
  • atteggiamento marginatore della popolazione, non ancora molto propensa all’apertura verso le nuove metodologie mediche e verso coloro colpiti da malformazioni fisiche o deficit.
La fibrosi cistica

La fibrosi cistica

La FONDAZIONE”AIUTIAMOLI A VIVERE” O.N.G.: si occupa di bambini afflitti da varie patologie, quali fibrosi cistica, leucemia, sindrome di down,deficit della vista o dell’udito, handicap di vario genere; in linea prioritaria si prefigge la formazione, presso i migliori centri italiani, di equipe di medici che possano curare in loco il maggior numero possibile di bambini; contestualmente, si occupa del rifornimento del centro fibrosi cistica dell’ospedale pediatrico n.3 di Minsk di farmaci salvavita e delle attrezzature necessarie.

In Bielorussia viene attuata la ristrutturazione di piccoli reparti per la diagnostica e la terapia specifica, illustrando al personale locale l’utilizzo dei moderni macchinari.

Ancora, vengono ospitati in Italia molti malati e, durante il loro soggiorno, si tenta di approfondire le diagnosi attraverso accertamenti non invasivi.

Molti bambini colpiti dalla malattia, oltre ad essere ospitati, vengono aiutati regolarmente con la fornitura dei costosissimi farmaci.

Casa Princi

Casa Princi

Inaugurata il 27 settembre 2014 “CASA PRINCI” è una struttura posta a disposizione dell’amministrazione del comune di argenta e totalmente ristrutturata ed arredata con il lavoro dei volontari del comitato della fondazione “aiutiamoli a vivere” di argenta (FE).

Oggi “Casa Princi” è una splendida realtà e le mamme dei bambini malati di fibrosi cistica hanno uno spazio dove poter soggiornare e curare i propri bambini con il sostegno delle famiglie comitato aiutiamoli a vivere di argenta, rendendo indimenticabile la figura di Princi che, per prima iniziò l’esperienza dell’accoglienza temporanea in Italia e mai potrà essere dimenticata per la capacità di aver seminato per tutti i bambini che si sono susseguiti avendo donato la propria vita per difendere e valorizzare il lavoro volontario delle famiglie italiane che senza pretese e senza nessun motivo apparente continuano a donare amore e speranza di vita a tutti loro.

Il Gallia

Il Gallia

Fu nel 1994 che l’ideatore del progetto (Sergio Gallia) si mise a lavoro. La sua intuizione di allestire e mantenere studi dentistici negli istituti bielorussi si sarebbe rivelata un’idea geniale e feconda.

Fu cosi che nel 1995 l’istituto di Teriuka (Gomel) fu il primo ad avere un riunito dentistico della fondazione.

Con il passare del tempo cresceva l’impegno della fondazione in Italia ed in Bielorussia tanto da parlare in termini di progetti.

Il passaggio da un’idea alla sua concretizzazione fu breve e dal 2001 ad oggi il progetto Gallia ha sottratto i bambini ospiti degli orfanotrofi dalle sofferenze del mal del mal di denti.

Il Tir della Speranza

Il Tir della Speranza

Il TIR DELLA SPERANZA è l’iniziativa, in costante evoluzione, che porta aiuti umanitari agli internati, orfanotrofi, case famiglia, ospedali e alle famiglie bisognose bielorusse attraverso il lavoro di raccolta in Italia e della distribuzione capillare nella Repubblica di Belarus dei volontari partecipanti.

Oggi con il tir della speranza portiamo la cosa più importante: la nostra presenza, il nostro essere FONDAZIONE “aiutiamoli a vivere” O.N.G., il nostro vissuto di famiglie italiane che, dal 1993 che diversamente non si potrebbero nemmeno capire. (Figura 14)

Si crea inoltre con attività ricreative di gruppo e la presenza di clown-terapeuti, e la presenza di relazione con bambini per trasmettere loro un messaggio di speranza attraverso il calore umano.

Con il tir della speranza si visitano comunità ,scuole,internati, strutture sanitarie centri di accoglienza, centri sociali per l’assistenza a famiglie bisognose, istituti di ricovero per adulti.

Ecco quindi il primo obbiettivo del tir: Guardare oltre… per conoscere, per capire.

Nella breve visita all’istituto viene fatta una valutazione della struttura,un monitoraggio attento dei bambini ospitati, dei loro bisogni, degli eventuali problemi fisici e/o psichici.

La partecipazione al Tir della speranza è un’ esperienza formativa su cui la fondazione investe su cui tutti i Comitati devono sentirsi impegnati. Partecipare al Tir può essere un’esperienza forte che richiede un minimo di preparazione. 

Le Vacanze Lavoro

Le Vacanze Lavoro

Ogni anno volontari che provengono da tutte le regioni italiane trascorrono 15 giorni di intensa”vacanza”, prestando la opera presso gli internati. I volontari sono tutti tecnici specializzati e artigiani.

La conoscenza delle abitudini locali, dello stato degli internati, il coinvolgimento degli educatori, l’unità del gruppo e una grande generosità son o gli elementi essenziali per una nuova vacanza e soprattutto per ristrutturare gli ambienti dove vivono i bambini orfani. In questi ultimi anni gli interventi di ristrutturazione sono stati realizzati presso gli istituti di Senno, Belynici, Vitebsk, Vetrino, Eseritche, Dubrovno, Cernitsy, Telekhany, Svetlogorsk, Riasno, Bescemkovic, Ivie, Jastrabel, Boguscevsk, Slavgorod, alcuni di questi istituti hanno visto la presenza dei volontari più di una volta.

Successivamente all’approvazione definitiva del progetto, un gruppo di lavoro si reca negli istituti al fine di visionare definitivamente ciò che si è deciso di ristrutturare (cucine, servizi igienici, lavanderie, etc...) e verificare sia l’effettiva quantità del materiale occorrente, idraulico,elettrico,edile, sia tutti gli accessori. In qualche occasione sono stati inoltre realizzati lavori in muratura dalle aziende locali.

Il progetto è interamente realizzato nell’arco di 15 giorni, di cui effettivamente lavorativi sono soltanto 12 per via del viaggio aereo di andata in Bielorussia. Il numero delle persone che compongono la squadra operante varia a seconda dei lavori che si è deciso di effettuare.

Essa è diretta da un capo cantiere di elevata esperienza e si compone di figure professionali come elettricisti, idraulici, muratori, piastrellisti, falegnami e operatori generici.

Della squadra fanno parte anche altre persone addette unicamente alla cucina. Naturalmente tutti i componenti prestano la loro opera in modo volontario e gratuito.

Possono partecipare ai lavori tutti coloro che lo richiedono. In seguito alla richiesta,il responsabile del progetto provvederà alla scelta del personale tramite colloquio o conoscenza diretta 

La scuola fabbrica

Nel 1999, presso la scuola – internato di Senno, prese il via un nuovo progetto, denominato “Scuola Fabbrica”, che ha visto impegnato la Fondazione con il partner olandese Stichting Rusland Kinderhulp fino alla fine del 2002, nella creazione di un laboratorio di falegnameria, uno di taglio e cucito, un’aula di informatica, e un progetto più vasto per l’agricoltura.

Il progetto “Scuola Fabbrica” è divenuto negli anni un punto di riferimento per tutti i responsabili degli orfanotrofi che tentano di modificare la logica dell’assistenza con la capacità di formare professionalmente i ragazzi ospitati, al fine di ottenere un reale inserimento nel tessuto sociale bielorusso, di per sé in sofferenza per un’economia in crisi e un forte disagio sociale.

Il cammino intrapreso dal 1992 a oggi dalla Fondazione ha fatto sì che la stessa attualmente idei, promuova ed attui un insieme di progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione bielorussa nei settori in cui essa appare più svantaggiata e colpita, lì dove da sola non è in grado di avviare un programma di ripresa e di sviluppo delle proprie risorse.

Il centro studi

Il centro studi

Il Centro Studi “Leonardo” opera per nome e conto della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” O.N.G. e si occupa di:

  • Organizzare ricerca, corsi, progetti in ambito comunitario e non, convegni, congressi, tavole rotonde, approfondimenti nel campo degli enti no profit;
  • Partecipare a ricerche, convegni e dibattiti organizzati da altri,stipulando convenzioni e promuovendo collaborazione con altre organizzazioni culturali sia italiane che estere che si propongano le medesime finalità sociali;
  • Curare la pubblicazione di studi, ricerche ed approfondimenti attraverso la stampo periodica e la realizzazione di monografie, avvalendosi di ogni strumento multimediale messo a disposizione della tecnologia;
  • Prestare consulenze avvalendosi della collaborazione di professionisti abilitati;
  • Svolgere attività di ricerca, collaborazione e consulenza per l’organizzazione e lo sviluppo della associazioni esistenti o da costituire con speciale attenzione alle associazioni di volontariato;
  • Offrire iniziative di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad organizzazioni di volontariato;
  • Favorire l’ingresso e l’adesione di altre associazioni ed enti aventi oggetto analogo, affine o connesso al proprio;
  • Individuare tutti quei canali che permettano raccolta fondi per il sostegno dei progetti in atto.
Supporto alle famiglie

Supporto alle famiglie

Il gruppo operativo costituito dalla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” O.N.G., con apposite competenze ed esperienze maturate negli anni nella Repubblica di Belarus opera sul territorio per acquisire tutte le informazioni necessarie alle famiglie italiane disponibili all’Accoglienza Temporanea Terapeutica dei bambini, in modo da agevolare l’azione di inserimento in famiglie e definire, qualora ce ne fosse bisogno, azioni di sostegno sanitario atte a prevenire e curare il bambino durante il soggiorno in Italia.

Cooperazione con Rete Speranza

Il legame di cooperazione con Rete Speranza per il Brasile

Il legame progettuale con il Brasile nasce dall’amicizia tra i due fondatori (il Dr. Pacifici per la Fondazione e il Presidente Rota per Rete Speranza) che ha portato la condivisione di obiettivi e della stessa mission, ossia aiutare le popolazioni infantili carenti nei due Paesi eletti, Brasile e Bielorussa, calando le progettualità nel contesto in cui si operava.

Il progetto “Centro Professionale” a Curitiba per giovani ed adolescenti provenienti da situazioni di basso reddito e disagio sociale, nato fin dal 1992, e pensato per offrire un’ opportunità di formazione umana e professionale attraverso corsi professionalizzanti (tra i primi corsi: panificazione, meccanica, elettricità, idraulico) riconosciuti dal SENAI (Serviço Nacional de Aprendizagem Industrial) e dalla FAS ( Fundaçao de Açao social di Curitiba).

Nel 2007, in cooperazione con il tribunale dei minori di Curitiba, è stato ampliato il target dei beneficiari: adolescenti senza famiglia, ospitati presso istituti pubblici e/o privati, senza alcuna possibilità di essere inseriti in una famiglia sostitutiva.

Su questo modello la Fondazione ha ideato il progetto “Scuola Fabbrica” nella Repubblica di Belarus.

Le missioni in Ecuador, Congo e Palestina

Le missioni in Ecuador, Congo e Palestina

ECUADOR

La missione in Ecuador è mirata alla promozione di un’educazione integrale grazie alla quale i bambini possono ricevere lo stimolo necessario per fortificare le loro debolezze e sviluppare le loro capacità. Preadolescenti e adolescenti che non hanno avuto la possibilità di un’ educazione adeguata necessitano anch’essi di un appoggio psicopedagogico per superare le loro limitazioni e per essere inseriti nei programmi educativi che li aiutano a guardare positivamente al futuro .

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere “ O.N.G supporta i centri educativi sia materialmente (acquisto di materiali vario) sia nelle attività socio-educative.


CONGO

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi più poveri e tra quelli con il più basso indice di sviluppo umano, ma allo stesso tempo un paese ricchissimo di risorse naturali.

Per questo la Fondazione, dopo avere già operato sul territorio intervenendo sul piano sanitario, si impegnata per migliorare le condizioni nutritivo-alimentare della popolazione della parrocchia di Kindu e ha avviato un processo di sviluppo economico della comunità di Mowa, in modo da garantire l’autosufficienza alimentare-economica del centro scolastico, dei villaggi limitrofi.

Tutto ciò avviene attraverso la coltivazione di arachidi e fagioli, la creazione di una filiera della produzione della manioca, la riforestazione e produzione di carbone, la creazione di due pozzi e di una cisterna e l’installazione di un impianto fotovoltaico di 12 Kw.


PALESTINA

Il campo profughi di Jenin si è formato nel 1953 all’interno dei confini municipalità della città stessa, su circa un kmq di terra. Gli abitanti del campo, circa 14.000 di cui 13.000 registrati come profughi, nella maggior parte furono espulsi dai villaggi vicini attualmente inglobati all’ interno di Israele, al di là della cosiddetta “linea verde”. Il campo situato nel nord della Cisgiordania viene occupato dagli israeliani nel 1967 e, a seguito degli accordi di Oslo del 1993, passo sotto il controllo amministrativo dell’Autorità palestinese nel 1995.

Il fatto di trovarsi sotto l’Amministrazione dell’Autorità palestinese da un lato sotto la tutela della Nazioni Unite dall’altro, anziché rappresentare un vantaggio, si traduce in una sorta di rinvio costante per tutto quello che concerne istruzione, occupazione, assistenza sanitaria, priorità.

Il campo è densamente popolato, donne, bambini e anziani costituiscono quasi due terzi della propalazione e circa il 40% dei residenti a meno di 15 anni. La popolazione del campo è molto povera dall’inizio della seconda Intifada, con i continui blocchi militari e le settimane di coprifuoco ininterrotto, la situazione è sensibilmente peggiorata, diventando sempre più difficile spostarsi, lavorare, andare a scuola, trovare cibo, avere acqua ed elettricità.

La popolazione di Jenin ha letteralmente bisogno di tutto, ma soprattutto di non essere lasciata sola: da questa consapevolezza nacque l’idea della Fondazione del primo Tir della Speranza in Terra Santa.

Come accennato sopra , dopo lunghi preparativi e arduo lavoro, i volontari della FAV riuscirono a portare in Terra Santa quattro container da destinarsi alla popolazione del campo profughi di Jenin e Turkalem.

I container contenevano materiale scolastico, sanitario, igienico, per sartoria, sportivo, abbigliamento e calzature, giochi e giocattoli, varie per neonati, il tutto per un valore di circa € 430.000.

Il Servizio Civile Nazionale

Il Servizio Civile Nazionale

Il servizio civile nazionale è un’esperienza concreta nella solidarietà che ha l’aggettivo di stimolare un senso di cittadinanza attiva nei giovani volontari.

Questo è lo spirito che si considera rimanga alla base dell’impegno anche di chi, successivamente, lavorerà nel settore della cooperazione internazionale, in Italia o all’estero.

Si tratta di un’occasione per mettersi alla prova e per rafforzare le proprie competenze tecnico-professionale rispetto all’ambiente del progetto e la conoscenza delle tematiche Nord-Sud.

Scegliendo un progetto in Italia, si avrà l’opportunità di entrare in contatto diretto con le organizzazioni presenti sul territorio e contribuire alla realizzazione dei loro progetti attraverso attività di sensibilizzazione e informazione.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” O.N.G. Insieme alla FOCSIV (la più grande federazione italiana di O.N.G che da oltre 40 anni realizza progetti di cooperazione internazionale nei Sud del mondo) hanno attivato diversi progetti per fare acquisire nuove competenze e vivere nuove esperienze.

ALL'ESTERO

Scegliendo un progetto all’estero nei Paesi in Via di Sviluppo, i giovani potranno impegnarsi come operatori della solidarietà internazionale.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” O.N.G. sempre insieme alla FOCSIV promuove progetti di SNC all’estero nell’area di intervento: cooperazione ai sensi legge 125/2014.

I progetti Servizio Civile Nazionale all’estero FOCSIV, al di là del settore di attività di ciascun progetto, permettono di acquistare competenze e vivere un’esperienza di servizio nella solidarietà internazionale, crescita personale e professionale.

La Fondazione è anche ...

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