Convegno 2016

XXIII Convegno Nazionale

Informazioni sul Convegno 2016

Approfondimenti
Relazione sull’Accoglienza

Dopo un’attenta analisi delle varie richieste sono emerse delle problematiche che meritano di essere trattate:

STATISTICHE VOLI 2015 – 2016

Il 2015 ha portato con sé il cambiamento di Agenzia di Viaggio che ha implicato un adattamento alle rotte di volo che erano già presenti anteriormente. Secondo le statistiche dei voli aerei del 2015, emergono i seguenti dati:

  • I voli da Vilnius (Lituania) rappresentavano il 13% dei voli in arrivo ed il 22% dei voli in partenza.
  • 5 voli in arrivo su 47 erano compresi sulla fascia oraria tra le 20 e le 22 diversamente ben 11 voli su 51 in partenza erano notturni (dopo le 22).

Nell’anno 2016 c’è stato un miglioramento in quanto, seguendo i suggerimenti dei Comitati:

  • Soppressione della tratta su Vilnius (Lituania) come richiesto dalle famiglie accoglienti.
  • Per quanto riguarda il piano voli sono 2 i voli per Varsavia(Polonia) per i bambini di Brest che si trovano più vicini alla frontiera.
  • Miglioramento dei voli in partenza in fascia notturna in quanto solo 2 voli sono partiti dopo le 22.00.

Per l’anno 2017 la Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG è riuscita ad abbassare ulteriormente la quota del biglietto aereo arrivando a 295 euro a fronte degli attuali 305 euro.

MINORI ACCOLTI 2016

Quest’anno c’è stato un incremento rispetto l’anno precedente con un totale di 1600 minori ospitati rispetto al 2015 in maggioranza di sesso femminile. Per quanto riguarda le famiglie accoglienti si sono aggiunti tre nuovi  Comitati:

  • Marsala
  • Chignolo d’Isola e Suisio
  • Bologna Levante

INFORMAZIONI GRUPPI DI NATALE E D’ESTATE

Da ormai diversi anni la Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG ha costituito un Programma di Spiritualità che vede un aumento costante di minori. Infatti quest’anno il gruppo di un mese è formato da 109 bambini di cui  minori si fermeranno al Nord mentre i restanti  27 si recheranno nel Centro Nord. Da un paio d’anni si è costituito un Programma di Accoglienza Estiva Prolungata per il periodo estivo di 5 mesi che quest’anno ha visto arrivare 44 bambini di cui 16 al Nord e 18 al Centro Sud e un gruppo di 40 bambini per un periodo di due mesi. Entrambi i Progetti sono finalizzati a dare continuità ad un percorso che ha come fine ultimo quello dell’adozione.

 

REGOLE PER SPOSTAMENTI E INFORTUNI

Abbiamo fatto chiarezza su quali sono le regole per quanto riguarda gli spostamenti:

  • Pur essendo previsto dal Trattato di Schengen la Fondazione “ Aiutiamoli a Vivere” Ong non prevede lo spostamento di minori per l’estero .
  • Gli spostamenti per il suolo italiano per la prima Accoglienza non sono ammessi salvo diversa indicazione del Comitato.

In caso di infortuni ricordiamo l’importanza di tempestiva comunicazione alla Sede Nazionale.

MODULO PRIVACY

Ricordiamo che da quest’anno, sarà presente tra i vari moduli quelli inseriti sul gestionale quello della privacy che dovrà essere compilato da ambo i componenti della famiglia.

MODULISTICA ACCOGLIENZA 2017

Come lo scorso anno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato la Modulistica per l’Accoglienza Temporanea Terapeutica 2017 e informiamo che si troveranno tutti i documenti  da scaricare sulla sezione Accoglienza nel sito http://www.fondaav.it/gestione.

DATE PRESENTAZIONE DOCUMENTI

I Comitati dovranno seguire le scadenze seguenti per le presentazioni delle richieste per l’Accoglienza Temporanea Terapeutica per l’anno 2017:

  • entro il 13 Gennaio per i mesi di Marzo Aprile e Maggio
  • entro il 04 Febbraio per i mesi di Giugno, Luglio e Agosto
  • entro il 03 Marzo per i mesi di Settembre, Ottobre e Novembre

SERVIZIO CIVILE

Il 2016 è stato inoltre un anno significativo poiché dopo la costituzione della Fondazione in Organizzazione non Governativa, la Fondazione Aiutiamoli a Vivere ha attivato il bando di Servizio Civile Nazionale con l’assegnazione di n.4 posti presso la Sede di Terni e di Servizio Civile Internazionale con l’assegnazione di n.2 posti presso la Sede del corrispondente ufficio della Fondazione a Minsk.

PROGETTO STUDI

Il Ministero del Lavoro ha convocato tutte le Organizzazioni Non Governative per discutere del Progetto Studi, siglato ma mai attuato poiché avrebbe richiesto omogeneità e reciprocità (scambio studenti) mentre la Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG proponeva un programma individuale.

 

Daniela Cicoria

Gruppo Trasparenza

Ci incontriamo con i Direttivi Regionali per la stesura di documenti propositivi da discutere al prossimo Convegno Nazionale che si terrà a Caravaggio il 26/11/2016.

 

La Commissione “TRASPARENZA” è composta da:

  • Braconi Luciano Consigliere FAV
  • Parizzi Roberto Associazione Lombardia
  • Bonizzoni Elena Associazione Lombardia
  • Manzoni Vittorio Associazione Trentina
  • Visintainer Soma Associazione Trentina
  • Pagliato Agnese Associazione Emilia Romagna

 

Dopo una breve introduzione sulle ragioni di questo incontro, diamo inizio ai lavori:

Roberto Parizzi prende in esame il bilancio preventivo e chiede spiegazioni sulle varie voci elencate ed in particolare sulle spese di gestione che vengono considerate eccessive. Comunichiamo ai presenti che abbiamo già provveduto al taglio delle voci della telefonia mobile, Assicurazioni e spese di comunicazione (giornalista) e tipografiche.

Viene suggerito che, per eliminare parte delle spese di viaggio, di utilizzare il servizio di video conferenza.

Viene sollevato il problema del debito verso le Banche per mutui contratti per la costruzione della Sede Nazionale e per l’ampliamento della stessa, e a riguardo vengono chieste spiegazioni.

I chiarimenti dati dal Consigliere Luciano Braconi, soddisfano i presenti.

Il rappresentante dell’Associazione Emilia Romagna, apre una discussione sulla quota destinata alla Sede Regionale, quota più bassa delle altre Sedi regionali e peraltro legata ad un progetto della Fondazione. Lamentava il fatto che non si è potuto procedere al rimborso delle spese di viaggio per la costituzione della nuova Sede Regionale.

Vittorio Manzoni, oltre a ribadire la mancanza di trasparenza del Bilancio Preventivo e Consuntivo, ha criticato la decisione della Fondazione in merito alla decisione di non assegnare, all’Associazione Trentina, la vincita del primo premio della Lotteria Nazionale, benché fosse appurato che la vendita del biglietto è stata effettuata da un comitato dell’Associazione Trentina. Ha ribadito inoltre l’errore di avere una Sede della Fondazione definendola “una cattedrale nel deserto”.

Un altro punto di criticità del Bilancio è stato quello delle spese del Centro Studi, giudicato troppo oneroso per i risultati che si ottengono.

Abbiamo ribadito che le collaboratrici del Centro Studi, con l’elaborazione dei progetti che presentano, riescono ad ottenere contributi ben più alti dello stipendio che percepiscono, pertanto non è conveniente eliminare la struttura. Roberto Parizzi replica affermando che nel Bilancio non sono evidenziati, in modo trasparente, i progetti presentati e gli importi derivanti da tali progetti.

 

Al termine delle discussioni si concorda di presentare al Convegno le seguenti voci:

  • Presentare un bilancio provvisorio semplificato con entrate ed uscite;
  • Rendiconto mensile dei Progetti
  • Costituzione di un fondo di riserva;
  • Motivazioni dell’ampliamento della sede.
Gruppo Organizzazione

Fondazione Aiutiamoli a Vivere – Gruppo di studio su “Organizzazione”

Sintesi dei lavori di domenica 6 novembre 2016

 

Partecipanti alla discussione:

Cicoria Aldo, D’amico Peppino, Danesin Roberto, Ferro Maurizio, Galli Pietro, Matteuzzi Massimo, Salvi Umberto, Sassudelli Marco, Zanetti Serena

Si riprende il contributo inviato ai partecipanti da Umberto Salvi, articolato in 3 parti:

 

I dati di fatto:

  • La fondazione è uno strumento che ha egregiamente funzionato per gestire attività per loro natura complesse.
  • Per quanto sia uno strumento per sua natura non democratico, negli anni si è cercato di favorire la partecipazione attiva dei soci, in una gestione più simile a una associazione.
  • Alla fondazione si sono affiancate altre associazioni/ONlus nate dall’esperienza di alcuni comitati e forme di coordinamento regionale. Queste realtà generalmente condividono nome e simbolo con la fondazione e in alcuni casi hanno stipulato con la stessa specifici accordi.
  • La fondazione in quanto tale non è modificabile nella sua ragione sociale e probabilmente neppure nel suo statuto.

 

Le criticità:

  • La compresenza di molti soggetti che condividono nome e simbolo ma non strumenti amministrativi è fonte potenziale e talvolta attuata di confusione e conflitti
  • La fondazione per molti aspetti presenta dinamiche che sono più proprie di una federazione di associazioni senza tuttavia averne la natura e la struttura amministrativa
  • I temi della trasparenza, del rapporto centro-periferia, della percezione di una identità comune sono centrali nella discussione ma non vi sono al momento strumenti adeguati per affrontarli.
  • Il ruolo del consiglio è essenzialmente consultivo e non amministrativo; la distinzione nella maggior parte dei casi non è netta ma si ripropone nei momenti di crisi e di conflitto.
  • Le difficoltà gestionali e finanziarie degli ultimi anni mettono sempre più frequentemente in evidenza i conflitti istituzionali

 

Gli elementi di riflessione:

  • ruolo dei coordinamenti regionali nei confronti della fondazione
  • rapporto fra coordinamenti regionali e comitati locali
  • rapporto fra fondazione e comitati locali (diretto? mediato? in che forma istituzionalizzato?)
  • ruolo del consiglio della fondazione e criteri di composizione
  • relazione fra organi istituzionali e struttura operativa

 

Condivisi questi punti, e precisato che per statuto il consiglio di amministrazione ha in realtà poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, si approfondisce l’analisi.

Una ulteriore criticità è rappresentata dal fatto che nella fondazione vi è un solo socio fondatore il che la rende intrinsecamente fragile. Per quanto, in caso venga a mancare anche l’ultimo socio fondatore, i beni e le attività della fondazione, come previsto negli accordi originali, passerebbero alla famiglia francescana, questo non significa un’automatica continuità.

Un’ulteriore criticità è data dal fatto che, benché si parli ancora di comitati, originalmente delle articolazioni della fondazione sui diversi territori italiani, oggi la stragrande maggioranza si sono costituiti in associazioni con un proprio codice fiscale seppure con natura diversa (associazioni di fatto, associazioni riconosciute negli albi regionali, ONLUS). Ciò fa si che per esempio i bilanci non possano essere unificati con quello della fondazione (come peraltro non è mai stato fatto) e che i rapporti con la stessa debbano essere codificati all’interno di specifiche convenzioni. Se da un lato i comitati sono strettamente legati alla fondazione di cui spesso condividono il nome e, in forme diverse, il simbolo, dall’altro manifestano e rivendicano spesso una autonomia decisionale che non può essere formalmente negata.

Per quanto le fondazioni siano soggetti che non implicano una gestione partecipata e democratica (dato il prevalere del parere dei fondatori), lo statuto della fondazione “aiutiamoli a vivere” affida ampi poteri al consiglio di amministrazione che, per quanto nominato dai fondatori, ha pieni poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e, dal momento che viene costituito, ampia libertà di decisione. A fronte di questa ampia apertura alla partecipazione, lo statuto non prevede invece alcuna forma di associazione alla fondazione (sono citati solo i soci fondatori). E’ previsto inoltre un organo, il comitato esecutivo, che non ci risulta sia mai stato formalmente nominato.

Al di là della struttura formale definita nello statuto, la fondazione si presenta come un “movimento” fondato su un insieme di principi etici e di soluzioni organizzative, che discendono dalle idee originali dei fondatori e dalla prassi seguita in tutti questi anni. Nel “movimento” possiamo riconoscere 4 livelli:

  • le famiglie: il capitale del movimento, in senso morale, pratico ed economico.
  • I comitati: il primo livello di organizzazione delle famiglie sul territorio
  • I coordinamenti regionali: presenti in molte ma non tutte le realtà regionali, con fini e sistemi organizzativi diversi
  • La fondazione: identificabile con la struttura di Terni, origine e centro organizzativo del movimento

Le famiglie sono negli anni molto cambiate parallelamente al modificarsi della società. La crisi economica, l’estrema espansione delle possibilità di comunicazione a fronte di una difficoltà ad approfondire i temi, la mancanza di tempo disponibile per la vita familiare, ….. hanno sempre più ridotto la disponibilità a un progetto impegnativo come quello dell’accoglienza.

Parallelamente anche molti comitati hanno vissuto crisi profonde, a volte legate alla criticità delle figure guida (presidenti, membri fortemente attivi, …), a volte alle difficoltà a far fronte ai costi diretti e indiretti dell’accoglienza e alla tentazione rappresentata da altre opportunità.

I coordinamenti regionali hanno vissuto da un lato la contrapposizione con la sede centrale, spesso legata alla gestione dei progetti promossi da o affidati a loro; dall’altro la difficoltà a farsi riconoscere come punto di riferimento dei comitati associati.

La fondazione vive negli ultimi anni delle difficoltà economiche legate al ridursi dei numeri dell’accoglienza per quanto percentualmente inferiore al calo su scala nazionale; questa riduzione delle entrate pesa peraltro in misura maggiore per una fondazione che ha significativamente investito su attività progettuali collegate all’accoglienza. Parallelamente non si è avuta una riduzione proporzionale dei costi di struttura in relazione alla compresenza di attività progettuali che come fondazione, abbiamo continuato a gestire e sviluppare. Si fa notare tuttavia come una riduzione complessiva del valore delle attività progettuali si è verificata e avrebbe dovuto implicare una parallela diminuzione dei costi di gestione della struttura.

 

Concordando e riprendendo il modello del movimento si sono descritti i possibili ruoli dei diversi livelli

Le famiglie sono i protagonisti dell’accoglienza e la vera base sociale del movimento. Ad esse vanno rivolte specifiche iniziative; il tema è oggetto di un gruppo di lavoro specifico a cui si rimanda per gli approfondimenti.

I comitati costituiscono il collante fra le famiglie e la fondazione. Essi garantiscono:

  • l’attuazione di progetti sul territorio (in primis ma non esclusivamente l’accoglienza)
  • la via di diffusione di informazioni alle famiglie
  • l’integrazione parziale o totale delle quote versate dalle famiglie e la copertura dei costi generali relativi all’accoglienza (attraverso iniziative di raccolta fondi o l’individuazione di sponsor locali)
  • la relazione con i coordinamenti regionali, laddove costituiti
  • i rapporti con la rete locale di associazioni, enti pubblici, soggetti privati profit e no-profit e, in molti casi, con i partner locali bielorussi
  • la formazione delle famiglie

I coordinamenti regionali, per quanto eterogenei, garantiscono potenzialmente:

  • la formazione dei comitati e dei loro presidenti
  • supporto alla fondazione per il progetto accoglienza
  • l’affiancamento della fondazione, qualora necessario, nella gestione di progetti nazionali e/o internazionali
  • la presentazione e la gestione di progetti su base regionale
  • l’informazione ai comitati da parte della fondazione e dai comitati alla fondazione
  • la creazione di reti fra i vari comitati

La fondazione è il centro organizzativo del movimento. La sua funzione non si limita e non si può limitare esclusivamente a quella di servizio finalizzato all’accoglienza (se così fosse sarebbe poco concorrenziale rispetto ad altre strutture o associazioni). Essa garantisce:

  • la presentazione e gestione di progetti di cooperazione
  • la cura della vita associativa
  • la partecipazione attiva dei vari soggetti all’interno del movimento
  • i valori etici, con riferimento alla loro cura e attualizzazione
  • la comunicazione

 

SI sono individuati alcuni elementi critici rispetto ai quali andranno definite delle proposte, in parte già avanzate o addirittura sperimentate, in parte da rivedere o inventare.

Manca una politica associativa aggiornata, che tenga conto della diversità dei soggetti in campo. Formalmente le famiglie possono essere socie dei comitati, i comitati dei coordinamenti regionali, questi ultimi fanno capo alla fondazione. Nella realtà è stata tentata una forma di tesseramento delle famiglie da parte della fondazione, accolta con molti dubbi e perplessità. Una rivisitazione della politica di tesseramento, coordinata con quella di comunicazione, è considerata sostanziale.

Se concordiamo nell’evidenziare la natura federativa del movimento, la fondazione potrebbe rappresentare il soggetto che associa le diverse associazioni sul territorio che già ne condividono, nella maggioranza dei casi, nome e simbolo.

Nella fondazione andrebbe individuato un organo di garanzia dei valori etici richiamati nello statuto e nei documenti elaborati nel corso della sua storia

Occorre incentivare la partecipazione delle strutture intermedie, in primis dei coordinamenti regionali. La partecipazione dei presidenti o di loro delegati al consiglio di amministrazione dovrebbe essere formalizzata. Analogamente andrebbe incentivata la partecipazione della struttura operativa anche al fine di renderne evidente la funzione e il significato (si è da più parti fatto riferimento per esempio al centro studi).

E’ necessario elaborare un regolamento, da affiancare allo statuto, che fra le varie funzioni definisca i criteri di composizione del consiglio di amministrazione, regoli i rapporti fra i vari organi interni alla fondazione,  definisca il contenuto delle convenzioni fra la fondazione e le associazioni sul territorio (regolati da apposite convenzioni che tengano però conto della diversità della natura e dell’origine delle stesse).

Molto spesso i comitati (o meglio le associazioni che ne sono derivate) e i coordinamenti regionali agiscono in nome e per conto della fondazione; occorre definire i limiti di queste azioni e inversamente il grado di autonomia degli stessi.

Alcune osservazioni sono state rivolte al tema economico: il grado e le forme di finanziamento dei nodi regionali (che ordinariamente non dispongono di fondi propri), l’opportunità di definire dei limiti ai costi di struttura in rapporto al bilancio complessivo della fondazione, ….  L’approfondimento di questi temi è presumibilmente oggetto del gruppo di lavoro sulla trasparenza.

Ci si è chiesti se le osservazioni di cui sopra debbano trovare una concretizzazione nell’elaborazione di un regolamento, nella modifica dello statuto della fondazione o addirittura nell’individuazione di un nuovo soggetto su cui far convergere i vari livelli individuati come costitutivi del movimento.

Si ritiene che sia opportuno avviare un percorso finalizzato all’individuazione delle soluzioni organizzative alle criticità individuate in stretto coordinamento con il consiglio di amministrazione.

 

 

Gruppo Famiglie

Ciao a tutti,

come promesso cercherò di riunire le idee emerse nel nostro incontro di domenica, chiedendovi di integrare quanto scrivo con eventuali spunti e proposte che dovessi dimenticare.

GRUPPO DI LAVORO SUL TEMA “FAMIGLIA”.

Abbiamo cominciato il confronto e la discussione partendo da un’affermazione importante di Fabrizio, che tutti noi condividiamo e che racchiude il senso del nostro gruppo di lavoro, vale a dire “L’accoglienza è il primo progetto della Fondazione Aiutiamoli a Vivere e su di esso bisogna investire

Di seguito dunque le osservazioni e le proposte emerse, che mi permetto di schematizzare secondo dei punti importanti:

NECESSITÀ DI RINNOVARE L’ACCOGLIENZA

  • Compito nostro, a tutti i livelli (Fondazione, Associazioni regionali, Presidenti di Comitato), è quello di comunicare un’idea nuova di vacanza terapeutica, veicolando che, a distanza di trent’anni persiste ancora la tematica sanitaria legata alle conseguenze di Chernobyl, ma ricalcando anche l’importanza sociale e culturale della scelta di accogliere. Accogliere oggi è anche dare e darsi una possibilità importante. Per i bambini ospitati è, fra il resto, l’occasione di conoscere un mondo diverso, un’idea alternativa (non migliore) di relazione famigliare, di modus vivendi della realtà “casa” e un nuovo slancio in termini di prospettiva per il futuro e desiderio di realizzazione. Per noi, per le nostre famiglie e per i nostri figli è insegnamento di una realtà relativamente vicina ma per tante cose così lontana, ma anche insegnamento dell’importanza di accogliere, di aiutare, di aprirsi e di confrontarsi.
  • Necessità è di puntare sulla formazione delle famiglie, dei volontari, anche questa volta a tutti i livelli: non solo formazione all’interno dei Comitati favorendo momenti di confronto e condivisione fra le famiglie, ma anche, a livello più alto, formazione dei Presidenti di Comitato che, grazie a una comunicazione più organizzata e capillare con Associazioni e Fondazione potrebbero in tal modo far fronte alle nuove esigenze del progetto Accoglienza, per stare vicini in modo più autorevole e competente alle famiglie stesse
  • Necessità di investire sull’accoglienza: la quota destinata dalla Fondazione al progetto non dovrebbe esaurirsi nelle voci “voli” e “assicurazione”. Se è progetto principe e “su di esso bisogna investire”, è necessario che queste non restino solo parole.

IMPORTANZA DI MAGGIORE CONDIVISIONE

La condivisione permette di ricercare e trovare insieme nuove motivazioni che siano linfa vitale per il progetto e per i volontari, ma anche di creare un bagaglio condiviso di modalità di approccio e gestione delle problematiche. Volendo puntare sull’essere davvero famiglia, il problema di uno può essere opportunità di crescita per tutti, l’esperienza di uno può essere supporto di fronte alle difficoltà di un altro e, ancora, condividere ci permette di essere certamente più trasparenti, dimostrando concretamente di “essere tutti dalla stessa parte” e remare tutti nella stessa direzione.

NECESSITÀ DI MIGLIORARE (RISOLVERE?) PROBLEMATICHE LEGATE AI VIAGGI DEI BAMBINI

Nello specifico sono emerse le seguenti proposte:

  • Evitare i viaggi notturni: i bambini non devono volare nella fascia oraria fra le 20.00 e le 6.00 del mattino. Questo permetterebbe di favorire anche gli spostamenti delle famiglie da e per l’aeroporto, ma anche gli spostamenti dei bambini in partenza dalla Bielorussia e per il loro ritorno a casa dall’aeroporto
  • Garantire che i bimbi ricevano del cibo durante il viaggio: se non è possibile durante il volo, quantomeno al momento dell’atterraggio, cosicché non stiano delle ore senza generi di conforto
  • Evitare se possibile gli arrivi su Varsavia o Vilnius, che allungano di moltissimo gli spostamenti dei bambini da e per la Bielorussia. In generale favorire la vicinanza degli aeroporti di partenza e arrivo, anche se questo dovesse significare un lieve aumento della quota volo

Tali proposte dovranno essere inserite nel contratto con l’azienda che ci gestisce i voli, prevedendo una penale in caso dette condizioni siano disattese. La trattativa per il contratto dovrà essere non solo volta ad un risparmio sul costo del biglietto aereo ma in primis rivolta al garantire il miglior confort dei bambini.

NECESSITÀ DI TRASPARENZA SULLE QUOTE

È importante, per perseguire la trasparenza di cui ci facciamo portavoce, che le famiglie abbiano chiaro la partizione della quota che versano, con l’indicazione precisa dei progetti cui viene destinata la differenza fra il totale e la quota “viaggio”.

IMPORTANZA DI RISPOLVERARE IL PROGETTO “BAMBINI DI IERI, RAGAZZI DI OGGI”

Presa coscienza della difficoltà sempre maggiore di reperire interpreti competenti e motivate, si potrebbe investire per far sì che ragazzi ospitati negli anni precedenti possano affiancare nelle prossime occasioni le interpreti dei gruppi. Tale scelta potrebbe garantire un triplice vantaggio:

  1. Sarebbe occasione di aiuto e arricchimento per i singoli gruppi, in quanto questi ragazzi conoscono l’accoglienza, la sua importanza e le potenzialità del progetto,
  2. Potrebbe essere di stimolo e spinta per loro di muoversi per ottenere, una volta rientrati in patria, l’attestato per diventare a loro volta interpreti
  3. Per questi ragazzi è comunque occasione di vivere un periodo di risanamento ulteriore.

NECESSITÀ DI TRASPARENZA SULLE INFORMAZIONI RELATIVE AL NUOVO INVESTIMENTO DECISO DALLA FAV PER L’AMPLIAMENTO DELLA SEDE DI TERNI

Premettendo la nostra contrarietà all’investimento e preso atto che tutto quanto sia stato deciso e parte del finanziamento già incassato chiediamo che esso debba essere esplicitato e chiaro (a livello di comunicazione e a livello di bilancio a tutti accessibile e comprensibile) che il nuovo mutuo verrà coperto interamente grazie alle quote del 5 per mille destinate alla Fondazione (al netto della parte che il cda della Fondazione ha deciso di destinare al progetto accoglienza), senza toccare in nessun modo le quote versate dalle famiglie per l’accoglienza.

NECESSITÀ DI REITERARE OCCASIONI DI CONFRONTO

Incontri come quello che ha avuto luogo domenica sono vitali. Tali occasioni dovrebbero essere proposte e promosse con cadenza almeno annuale, per continuare un percorso che per ora è stato abbozzato ma che ha ancora molta strada davanti.

Come dicevo, se ho dimenticato qualcosa, fatemi sapere. Un caro saluto a tutti,

Desiree

Messaggio dell’Ambasciatore della Repubblica di Belarus in Italia per il Convegno Nazionale della Fondazione

in allegato messaggio di saluto dell’Ambasciatore della Repubblica di Belarus in Italia alla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ong per il XXIII Convegno Nazionale di Caravaggio (BG)


Documenti allegati

  saluto dell'Ambasciatore
Convegno Nazionale 2016 – Le Foto

di seguito le foto del Convegno Nazionale 2016

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