Convegno 2015

L'incontro annuale di tutti i comitati della Fondazione

Informazioni sul Convegno 2015

Approfondimenti
Il Comitato Giovanile della Fondazione

Il Comitato Giovanile della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG presentato al Convegno.

XXII Convegno Nazionale “Non Esistono grandi scoperte né reale progresso  finché sulla terra esiste un bambino infelice”

Tutti condividemmo ed apprezzammo l’idea di Davide Bonetti di candidare il Comitato di Milano Est ad organizzare il XXII Convegno Nazionale il 27 – 28- 29  novembre  2015 a Milano nell’anno di Milano / Expo e soprattutto per i temi che hanno trattato “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Tutti abbiamo pensato di dare vita ad un evento nazionale con il XXII Convegno dove poter arrivare con le vostre proposte, con i nostri risultati e dare il nostro contributo in termini di progettualità ed iniziative legate al tema fondamentale per la difesa del pianeta che è e rimane: “l’ACCOGLIENZA”.

Tutto il programma dei tre giorni è stato realizzato cercando di affrontare, discutere e riflettere sull’attuale stato  dell’Accoglienza temporanea dal punto di vista ISTITUZIONALE, SCIENTIFICO, SPIRITUALE e TRASVERSALE ad ogni credo e filosofia.

Abbiamo ascoltato con attenzione i risultati presentati dalla Dr.ssa Palombi Francesca dell’Ufficio Minori Stranieri del Ministero del Lavoro, il Prof. Mirko Elena che con la solita efficacia e trasporto emotivo  ha illustrato gli ultimi risultati scientifici riguardati le radiazioni nucleari , Padre Massimo Massimi dei Frati Minori Conventuali che ha presentato ed invitato a riflettere sulle motivazioni spirituali dell’Accoglienza Temporanea ed infine il Prof. Paolo Branca ricercatore in islamistica dell’Università Cattolica di Milano che ha illustrato le ragioni dei benefici dell’accoglienza in un momento storico che volge lo sguardo alla violenza ed ai strumenti di distruzione di massa senza interrogarsi dei danni irreversibili che essi procurano.

Tutte le relazioni, che la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG avrà cura di pubblicare sul sito, hanno contribuito a dare spunti concreti alla discussione e pungolare a modificare atteggiamenti e sensazioni di pessimismo che spesso provocano abbandono ed allontanamento dal mondo del volontariato.

Nei tre giorni di Convegno le parole più ricorrenti sono state “AMORE”, “SOLIDARIETA’” ed “ASCOLTO”  dimenticandone soltanto una che a volta diventa fondamentale nelle ragioni del nostro “ESSERE” Fondazione: “RISPETTO”.

Torniamo a rispettare chi organizza un Convegno Nazionale  e pur mettendo in ogni sua azione quotidiana amore, solidarietà ed ascolto non riesce a fare a meno del nostro “Rispetto”.

“RISPETTO” di chi fin dal venerdì è presente e torna nei rispettivi luoghi di appartenenza soltanto la domenica pomeriggio, dopo la relazione finale del Presidente, “rispetto” verso il lavoro di un anno di approfondimenti per la ricerca del luogo e per l’abbattimento dei costi per aiutare alla partecipazione, “rispetto” verso i relatori e di quanti, chiamati in causa, devono studiare, approfondire e presentare i propri lavori ad una platea che soltanto il sabato raggiunge i livelli consoni ad un Convegno che può definirsi Nazionale.

Affermazioni e documenti che chiedono il “cambiamento” e l’”Ascolto” e poi vorrebbe monopolizzare il programma del SABATO quando c’è il maggior numero di delegati in presenza dà la sensazione di aver bisogno di una  PLATEA da spingere contro qualcuno e non di un luogo dove si ha a disposizione tre giorni per chiedere di approfondire e discutere qualsiasi questione legata alla trasparenza dei costi, alle scelte non sempre condivise o più semplicemente intervenire per dimostrare realmente  di  esser “PER” e non essere “CONTRO” e lavorare in modo da cambiare con un ORIENTAMENTO, di cui la Fondazione ha sempre bisogno, per raggiungere i propri obiettivi , ma un “ASSETTO”  organizzativo non consono ai propri bisogni.

La “PASSIONE”, l’amore, la solidarietà ed il “RISPETTO” verso tutti e verso le “Ragioni” esposte hanno prodotto un’ENERGIA ed una “SPERANZA” tangibile ed apprezzabile nei volti e negli sguardi quanti fino all’ultimo  secondo sono rimasti ad ascoltare la relazione conclusiva del Presidente Marzio Ortolani.

Dare vita ad una “SPERANZA” che nei prossimi anni chiamerà la Fondazione a dipingere l’universale armonia dei COLORI.

Una SPERANZA che per la chiamata che abbiamo ricevuto dovrà essere in grado di poter affrontare il tema del 30° Anniversario del disastro nucleare di Cernobyl del dar vita ai Comitati della Fondazione nella Repubblica di Belarus, del contribuire nel superamento di ogni forma di aggravio delle spese peri i comitati e per le famiglie ospitanti i bambini bielorussi riportando il trend inarrestabile della crisi del’accoglienza temporanea, del coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali nelle azioni rivolte al sostegno delle famiglie e dei bambini accolti ed adottati e soprattutto tornare ad immaginare Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG su una barca nel mare del disagio e della violenza, per abbracciare ogni bambino che nasce e muore in quel mare.

Questa è la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG che abbiamo immaginato nel 1992 e che continuiamo a costruire con coraggio, passione ed amore ed aggiungere rispetto verso chiunque ha portato al Convegno le sue ragioni e verso tutti coloro che pur  non potendo partecipare, per ragioni di costi (siamo chiamati ad individuare luoghi e strutture sempre più all’insegna della SOBRIETA’) e per motivi famigliari o di lavoro, vorranno dar vita ad un’organizzazione dove le ragioni dell’ACCOGLIENZA DI UN MINORE STRANIERO saranno il  motore di quella SPERANZA  che chiederà tutti nei prossimi anni a dipingere, per la PACE  e l’AMORE per l’UMANITA’ e l’UNIVERSALE ARMONIA DEI COLORI.

 

Buon Natale

 

 

Pacifici Fabrizio

Verso i 30 anni da Cernobyl: in Bielorussia ci si ammala ancora di radiazioni Fondazione Aiutiamoli a Vivere rilancia l’accoglienza terapeutica dei bambini

Il 26 aprile 2016 cadrà il trentennale del terribile incidente di Cernobyl, il reattore nucleare che esplose nell’allora Unione Sovietica, al confine tra Ucraina, Russia e Bielorussia. Quest’ultima fu la nazione più colpita: gli effetti di lungo periodo delle radiazioni – in particolare la cardiopatia da Cesio, scoperta di recente – sono ancora presenti e pesanti, anche se occultati da una disinformazione figlia di potenti interessi economici e politici. La Fondazione Aiutiamoli a Vivere, impegnata da 25 anni nell’aiuto alla popolazione bielorussa, in occasione del convegno nazionale 2015 invita nuove famiglie italiane ad accogliere i “bambini di Cernobyl” per la vacanza terapeutica.

Gli effetti di lungo periodo delle radiazioni in Bielorussia e negli altri Paesi contaminati sono stati sempre minimizzati dai governi e dalle istituzioni internazionali. Secondo il rapporto 2006 del Chernobyl Forum dell’ONU, l’ultimo rilasciato, solo 65 furono i morti direttamente collegati all’incidente, e 4000 casi di cancro alla tiroide nei bambini sono considerati “in buona parte” e “con alta probabilità” collegabili all’incidente. Per tutti gli altri tipi di cancro e per le leucemie, scrive il report, la maggioranza degli studi sul legame tra radiazioni e tumori “manca di rilevanza statistica e ha limiti metodologici” per cui in sostanza non ha valore. Insomma è tutto un minimizzare, o un rinviare a studi successivi che però non sono mai stati fatti – o resi pubblici. Negli anni successivi, invece, moltissimi ricercatori indipendenti hanno rilevato danni ben più gravi di lungo periodo. In particolare, il medico e ricercatore bielorusso Yuri Bandazhevskij ha scoperto che il Cesio 137, una delle sostanze radioattive fuoruscite dal reattore nel 1986, viene incorporato negli anni attraverso l’alimentazione in dosi deboli, distruggendo progressivamente gli organi vitali. Bandazhevskij ha descritto la “cardiopatia da Cesio”, una nuova patologia che genera insufficienza cardiaca irreversibile a partire da una certa soglia e durata di intossicazione, e può provocare la morte, anche nei bambini. La popolazione, purtroppo, tende a non percepire più il rischio perché le radiazioni non alterano gli alimenti o l’acqua.

Per questo, l’esigenza di tanti bambini bielorussi di trascorrere le vacanze in Italia è sempre attuale, nonostante le loro famiglie ne siano oggi meno consapevoli, forse illuse da un relativo benessere economico che però non sempre significa una migliore qualità di vita.

Aiutiamoli a Vivere rilancia l’accoglienza dei bambini di Cernobyl nelle famiglie italiane. Il dono di salute è certo: le analisi che svolgiamo regolarmente sui bambini ospitati in Italia dimostrano un abbattimento della concentrazione corporea di Cesio 137 tra il 30 e l’80% nella stragrande maggioranza dei casi.

Aiutiamoli a Vivere vuole rilanciare l’accoglienza in Italia dei bambini bielorussi, tenendo conto dei cambiamenti sociali avvenuti in quei territori. Le esigenze di salute dei bambini restano al primo posto, tuttavia il passare del tempo e il miglioramento delle condizioni economiche in Bielorussia fanno emergere motivazioni nuove a favore dell’accoglienza: costruire legami per un’ Europa che sia davvero casa comune, diffondere la cultura della solidarietà e della tolleranza in contesti dove non è un valore condiviso, coinvolgere le famiglie e le istituzioni locali per affrontare insieme i gravi problemi sociali delle generazioni più giovani, dall’alcolismo alla disoccupazione. Problemi figli anche di Cernobyl, perché queste terre hanno sofferto per molti anni della mancanza di investimenti produttivi legati alla contaminazione.

CHI SIAMO

La Fondazione Aiutiamoli a Vivere è una rete nazionale di famiglie, nata a Terni nel 1992 con la missione di aiutare le popolazioni bielorusse vittime della catastrofe nucleare di Cernobyl attraverso l’accoglienza in Italia di bambini residenti nelle zone contaminate. Da allora abbiamo ospitato 60mila bambini presso altrettante famiglie italiane, organizzate in 180 comitati territoriali. Circa la metà dei bambini sono stati accolti nella sola Lombardia. Negli anni, abbiamo affiancato all’accoglienza una serie di progetti di cooperazione con la Bielorussia: tra gli altri, il Tir della speranza, il progetto Scuola Fabbrica, l’adozione di studenti universitari. Secondo stime del governo locale, abbiamo investito, dall’inizio dell’attività, 8 milioni di dollari in interventi sociali e sanitari. Aggiungendo le spese sostenute in Italia, la stima sale a 15 milioni.

 

XXII Convegno Nazionale

E’ disponibile nell’apposita sezione “CONVEGNO” di questo sito il Programma e la Scheda di Partecipazione per il Convegno che si terrà a Cinisello Balsamo (MI) i giorni 27 – 28 – 29  novembre 2015.

 

XXII Convegno Nazionale della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ONG

Si terrà nei giorni 27, 28 e 29 novembre 2015 a Cinisello Balsamo (MI) il XXII Convegno Nazionale della Fondazinoe “Aiutiamoli a Vivere” ONG con il titolo

“Non esistono grandi scoperte ne reale progresso

finché sulla Terra esiste un bambino infelice”

(A. Einstein)

 

a breve verrà pubblicato il Programma e la scheda di partecipazione.

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