Accoglienza

Cena di beneficenza per i progetti d’Accoglienza dei bambini di Chernobyl

Cena di beneficenza per i progetti d’Accoglienza dei bambini di Chernobyl

Si è svolta il 09/03/2018 presso il Centro Sociale “E. Faccioli” di Via Massarenti, 19 di S. Pietro in Casale l’incontro conviviale con le famiglie accoglienti i bambini bielorussi e con le nuove famiglie intervenute ad ospitare per la prima volta, organizzata dal Presidente dell’Associazione “Aiutiamoli a Vivere” della regione Emilia Romagna con la partecipazione del Presidente Nazionale della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” Dott. Fabrizio Pacifici e del Responsabile del Progetto della Fibrosi Cistica Enrico Cherubini, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” O.N.G.

Un approfondimento tematico sulle ragioni dell’accoglienza terapeutica temporanea e della necessità di continuare in questa continua e certosina azione iniziata nel 1991 con l’accoglienza temporanea terapeutica del primo gruppo di bambini bielorussi colpiti dal disastro nucleare di Cernobyl e che diede vita ad un movimento solidaristico di famiglie italiane che ha ospitato e salvato oltre 600.000 bambini da quel lontano 1991 ad oggi.

Non dovete stancarvi”, con queste parole Papa Karol Wojtyla salutò la prima esperienza d’accoglienza terapeutica temporanea in Italia da parte di quel primo gruppo di 18 famiglie italiane e con quelle stesse parole fatte proprie dalla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” O.N.G. che, il Presidente Dott. Fabrizio Pacifici ha incitato le famiglie dell’Emilia Romagna presenti all’incontro illustrando tutti i progetti in atto per continuare a salvare tutti quei bambini che ancora soffrono per quel disastro nucleare per non dimenticarli e lasciarli soli.

Le famiglie presenti e il Presidente Massimo Matteuzzi sapranno far tesoro di questo incontro di approfondimento tematico sulle ragioni dell’accoglienza terapeutica temporanea per aiutare le nuove famiglie ad ospitare un bambino bielorusso e soprattutto continuare a sostenere le famiglie che già accolgono per alimentare quella speranza di cambiamento che ha sempre bisogno di rinnovarsi attraverso l’esempio quotidiano e la certezza di aver regalato una speranza con una concreta solidarietà.

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