Accoglienza

“Aiutiamoli a vivere”: emozione alla cena dei saluti per i bimbi di Chernobyl

“Aiutiamoli a vivere”: emozione alla cena dei saluti per i bimbi di Chernobyl

LISSONE – Occhioni azzurri, capelli biondi, fisico esile e quel sorriso appena accennato e timido verso chi improvvisamente incontra il loro sguardo. Tanta tenerezza si scorge in quel gruppo di 19 bambini provenienti dalla Bielorussia accompagnati da 3 adulti che sabato sera sono stati protagonisti di una grande festa al centro parrocchiale del Sacro Cuore.

Una cena in un clima amichevole e familiare, ammirando quei piccoli che provenienti da uno Stato lontano e tanto diverso dal nostro, per quasi un mese sono stati ospiti di alcune famiglie lissonesi. Allegria, festa, buon cibo ma anche un velo di malinconia sapendo che il prossimo 5 novembre i bambini ritorneranno a casa.

Uno tsunami di emozioni quello che ci ha travolto sabato, ospiti della “Cena dei saluti” organizzata dalla delegazione lissonese di “Aiutiamoli a vivere” associazione di volontariato da anni impegnata nei cosiddetti soggiorni terapeutici per i bambini che provengono dalle zone contaminate dal disastro nucleare di Chernobyl.

Era il 26 aprile 1986 quando scoppiò la centrale nucleare nell’allora Unione Sovietica. I bimbi di oggi sono la seconda generazione di Chernobyl, figli di chi all’epoca era poco più di un bambino. A Lissone vengono una volta all’anno, grazie all’associazione nata su spinta e per volontà del presidente Ruggero Pezzoni e della moglie Eleonora, instancabili promotori e anime dell’associazione.

Anche quest’anno è stato un successo: i bambini erano ospitati in famiglia, la mattina e il pomeriggio a scuola, ma poi anche attività e laboratori per farli socializzare, divertire e vivere quella che, come gli viene spiegata dagli accompagnatori, è una vacanza per poi ritornare in Bielorussia. Un soggiorno che permette ai piccoli anche di sottoporsi a un check up con visite, esami, la costante presenza di un pediatra pronto a intervenere anche al primo mal di pancia.

Ma poi e soprattutto la gioia di conoscere nuovi amici: la lingua è diversa, ma i bambini hanno una capacità eccezionale di imparare e un modo tutto loro di comunicare. E quello al quale abbiamo assistito sabato sera è proprio il miracolo di questa associazione. I nostri bambini italiani che messo da parte il telefonino o l’Ipad per una sera sono davvero tornati fanciulli divertendosi con i loro amichetti dell’Est a rincorrersi, gridare, giocare a calcio balilla. Senza troppi capricci per mangiare, guardando i loro coetanei venuti da lontano apprezzare e divorare il piatto di pasta e la cotoletta, con gli occhi illuminati davanti alla coppa di gelato ai gusti panna e cioccolato.

Mentre Ruggero Pezzoni ha ripercorso per noi la storia di questa associazione: gli anni d’oro in cui erano numerose le famiglie che aderivano al progetto, la gioia ma anche le piccole difficoltà ad aprire le porte di casa ai bambini, la generosità di chi nel pubblico e nel privato permette la realizzazione di questo sogno.

Ricordando le storie e i nomi di quelli che sono i fratelli maggiori di questi bambini che nel corso degli anni sono stati ospitati dalle famiglie lissonesi. E poi le trasferte in terra di Bielorussia per verificare lo stato di avanzamento dei progetti che “Aiutiamoli a vivere” promuove dall’Italia e l’incontro nella loro casa con i piccoli ospiti. L’emozione è grande quando ci viene mostrata da Achille – ex “papà” ospitante – la foto della sua bambina, oggi diventata donna che grazie al sostegno a distanza della famiglia lissonese sta studiando con il grande sogno di diventare maestra. Poi, purtroppo, c’è anche chi non ce la fa a riscattarsi da una situazione di povertà.

Ma quel mese all’anno è per i bimbi una bella occasione di svago e di salute. E il ringraziamento, come ci ricorda Eleonora, va a tutti coloro che si sono messi gratuitamente a disposizione per rendere indimenticabile questa vacanza e boccata di salute.

Un grazie al dottor Paolo Bernasconi per le ecografie e gli elettrocardiogrammi , all’ottico Franco Perugini, al pediatra il dottor Albino Terenghi, al preside Sergio Lonoce, al sindaco Concetta Monguzzi e a tutta l’amministrazione, alla parrocchia del Sacro Cuore e a padre Giacomo, allo staff che sabato ha preparato la cena sotto la guida di Luciana Mariani e soprattutto alle famiglie che hanno vissuto questa bellissima esperienza di accoglienza.

Noi diciamo grazie ai bambini della Bielorussia che ci hanno, anche se solo per una sera, ricordato le priorità della vita.

Se questa storia vi ha emozionato e volete il prossimo anno aprire anche voi le porte della vostra famiglia a un bambino della Bielorussia potete inviare un’email a aiutiamoliavivere.lissone@gmail.com

Barbara Apicella

 

Fonte: quibrianzanews.com

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